La gara d'appalto, prevista per il 20 aprile, per la costruzione di una monumentale centrale idroelettrica sul monte Belo in piena Amazzonia, è sospesa. La decisione è stata presa dalla giustizia federale dello stato settentrionale del Parà; da quanto si apprende dal sito del Misna, il giudice Antonio Almeida Campel, ha accolto una richiesta avanzata da sei pubblici ministeri del paese, che hanno lanciato un allarme, dicendo che i danni ambientali che la centrale produrrebbe sarebbero irreparabili.
La centrale, del valore di otto miliardi di euro, che sarebbe sorta secondo i progetti sul monte Belo, aveva proporzioni giunoniche, con una potenza di 11.233 megawatt infatti, si proponeva di diventare la terza al mondo per dimensioni e per produzione. Le origini del progetto che trasformerebbero la potenza del fiume Xingu in energia elettrica, risalgono agli anni '70, da allora diversi movimenti ambientalisti sono riusciti a procrastinare una costruzione che comporterebbe l'inondazione di circa 500 chilometri quadrati di foresta, colpendo 66 comuni e 11 terre indigene, per un totale di 19mila persone da evacuare e ricollocare.
L'ordinanza del giudice del Parà prevede anche una sanzione di un milione di reales (circa 418mila euro) per l'Istituto brasiliano dell'ambiente e delle risorse rinnovabili (Ibama) e per l'Agenzia nazionale dell'energia elettrica (Aneel), nel caso in cui non rispettino l'ordinanza; denaro che nel caso, sarà destinato ai popoli indigeni su cui ricadrebbero maggiormente le conseguenze del progetto.