Pochi giorni fa, l’8 maggio 2010, nell’aeroporto di Toluca, a circa sessanta chilometri da Città del Messico, un uomo viene consegnato dagli agenti delle Forze Federali messicane a quelli della Dea, l’Agenzia antidroga del Governo degli Stati Uniti.
La storia. Mario Ernesto Villanueva Madrid è il primo Governatore messicano a venire estradato negli Stati Uniti per essere processato davanti a una corte federale di New York, le imputazioni sono: delitti contro la salute pubblica e associazione a delinquere.
La sua storia ha inizio nel 1993, quando diventa governatore dello Stato di Quintana Roo, dove è nato nel 1948 e dove si trova la città turistica di Cancùn. Negli anni del suo Governo (1993-99) Villanueva aveva messo su una vera e propria rete di appoggio statale e federale al traffico della droga colombiana. In particolare il Governatore forniva copertura alle operazioni di Amado Carrillo Fuentes, uno dei signori della droga messicani, a capo del cartello di Juarez, il quale possedeva una flotta di jet per il trasporto dello stupefacente tra Messico e Stati Uniti. Carrillo è scomparso nel 1997 in seguito a un intervento di plastica facciale a cui si era sottoposto per cambiare le fattezze del proprio volto, ed era considerato uno dei più potenti trafficanti del suo periodo. Il meccanismo era ben oliato: Villanueva disponeva tutto il necessario per consentire agli uomini del cartello, ed in particolare a Ramòn Alcides Magaña, luogotenente di Carrillo nello Yucatàn, di scaricare e ammassare la cocaina nelle fattorie dello Stato di Quintana Roo, in attesa di essere trasportata via terra o via aerea negli Stati Uniti. Da parte sua il “Signore dei cieli”, questo il soprannome di Carrillo, aveva a libro paga molti dei poliziotti e funzionari dello Stato, compreso il Governatore, al quale andavano tra i 400mila e i 500mila dollari per ogni carico di droga aiutato ad attraversare la frontiera. Durante tutto il mandato di governo di Villanueva si calcola che siano stati introdotte in Messico e poi negli Stati Uniti cento tonnellate di cocaina.
L’epilogo. Il Governatore era detenuto in Messico dal 24 maggio del 2001, dove era stato condannato in secondo grado a 28 anni di reclusione per reati connessi al narcotraffico. Era stato invece assolto dalle accuse di riciclaggio di denaro sporco e delitti contro la salute pubblica, delitto quest’ultimo per cui è invece ricercato in Usa. Nel 2007, nel corso del processo di estradizione, parte la carcerazione provvisoria nel Penitenziario Nord di Città del Messico, in attesa di essere estradato.
Alessandro Micci