12/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Per la prima volta un ex politico già condannato in Messico per crimini legati al narcotraffico viene estradato negli Stati Uniti, dove verrà processato con due ulteriori capi d’imputazione

Pochi giorni fa, l’8 maggio 2010, nell’aeroporto di Toluca, a circa sessanta chilometri da Città del Messico, un uomo viene consegnato dagli agenti delle Forze Federali messicane a quelli della Dea, l’Agenzia antidroga del Governo degli Stati Uniti.

La storia. Mario Ernesto Villanueva Madrid è il primo Governatore messicano a venire estradato negli Stati Uniti per essere processato davanti a una corte federale di New York, le imputazioni sono: delitti contro la salute pubblica e associazione a delinquere.
La sua storia ha inizio nel 1993, quando diventa governatore dello Stato di Quintana Roo, dove è nato nel 1948 e dove si trova la città turistica di Cancùn. Negli anni del suo Governo (1993-99)  Villanueva aveva messo su una vera e propria rete di appoggio statale e federale al traffico della droga colombiana. In particolare il Governatore forniva copertura alle operazioni di Amado Carrillo Fuentes, uno dei signori della droga messicani, a capo del cartello di Juarez, il quale possedeva una flotta di jet per il trasporto dello stupefacente tra Messico e Stati Uniti. Carrillo è scomparso nel 1997 in seguito a un intervento di plastica facciale a cui si era sottoposto per cambiare le fattezze del proprio volto, ed era considerato uno dei più potenti trafficanti del suo periodo. Il meccanismo era ben oliato: Villanueva disponeva tutto il necessario per consentire agli uomini del cartello, ed in particolare a Ramòn Alcides Magaña, luogotenente di Carrillo nello Yucatàn, di scaricare e ammassare la cocaina nelle fattorie dello Stato di Quintana Roo, in attesa di essere trasportata via terra o via aerea negli Stati Uniti. Da parte sua il “Signore dei cieli”,  questo il soprannome di Carrillo, aveva a libro paga molti dei poliziotti e funzionari dello Stato, compreso il Governatore, al quale andavano tra i 400mila e i 500mila dollari per ogni carico di droga aiutato ad attraversare la frontiera. Durante tutto il mandato di governo di Villanueva si calcola che siano stati introdotte in Messico e poi negli Stati Uniti cento tonnellate di cocaina.

L’epilogo. Il Governatore era detenuto in Messico dal 24 maggio del 2001, dove era stato condannato in secondo grado a 28 anni di reclusione per reati connessi al narcotraffico. Era stato invece assolto dalle accuse di riciclaggio di denaro sporco e delitti contro la salute pubblica, delitto quest’ultimo per cui è invece ricercato in Usa. Nel 2007, nel corso del processo di estradizione, parte la carcerazione provvisoria nel Penitenziario Nord di Città del Messico, in attesa di essere estradato.

 

Alessandro Micci

Parole chiave: messico, usa, cocaina, mario villanueva, amado carrillo,
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Messico