18/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Nonostante un trattato di pace tra Egitto ed Israele, l'apparizione insieme degli attori Khaled Nabawy e Liraz Charchi fa discutere. E scatta l'accusa di normalizzazione

Khaled Nabawy, popolare attore egiziano, è stato accusato di normalizzazione dei rapporti con lo Stato ebraico per aver posato davanti ai fotografi insieme alla collega Liraz Charchi, israeliana, in occasione del Festival Internazionale di Cannes. Insieme a lei, Nabawy ha interpretato un film made in Hollywood intitolato Fair Game. I due si trovavano a Cannes per presentare il lavoro in anteprima mondiale. Ora, dopo gli scatti, per Nabawy potrebbe scattare la sospensione dall'Unione degli attori in Egitto.

L'Egitto di Sadat, il 26 marzo del 1979, divenne il primo Paese arabo a firmare un trattato di pace con Israele. Diversamente da altre capitali come Beirut o Damasco, oggi il Cairo è collegato con Tel Aviv attraverso voli aerei quotidiani. Nei mercati e nei ristoranti più in voga tra gli occidentali o l'alta borghesia egiziana, non è difficile incontrare giovani israeliani in vacanza o che abitano nella capitale per motivi di studio. Eppure, sempre più spesso si ha l'impressione che il trattato di pace, siglato ormai più di trent'anni fa, sia rimasto solo un pezzo di carta. Lo dimostrano le manifestazioni di piazza spontanee a favore della causa palestinese, ma anche episodi meno eclatanti, come quello che ha coinvolto il famoso attore egiziano, accusato di comportarsi come se tra Egitto e Israele andasse tutto bene.

Il capo dell'Unione degli attori egiziani, Ashraf Zaki, ha infatti deciso di aprire un'inchiesta interna dopo che l'attore è stato fotografato sul red carpet di Cannes mentre abbracciava la collega Liraz Charchi. Niente di così strano, si potrebbe pensare ad una notizia di gossip. Ma così non è, dal momento che l'attrice in questione è israeliana e, come la stragrande maggioranza delle donne in Israele, ha servito nell'esercito per due anni prima di dedicarsi alla recitazione. Se la pace tra Israele ed Egitto fosse più di una firma su un trattato tra capi di Stato, se si trattasse di una pace tra due popoli, qualcuno avrebbe potuto vederci, nelle immagini dei due attori che lavorano insieme senza particolari imbarazzi, una sorta di segnale di speranza per la costruzione di buone relazioni tra due Paesi vicini. Gli scatti, come prevedibile, non sono stati invece per niente apprezzati in Egitto, dove l'Unione degli attori, insieme a tutte le istituzioni culturali del Paese, è contraria ad ogni sorta di normalizzazione dei rapporti con lo Stato ebraico, tanto da proibire la presentazione di opere israeliane nei festival egiziani.
Khaled Nabawy dovrà quindi rispondere alla domanda se fosse o meno a conoscenza della nazionalità della sua collega prima di iniziare a lavorarvi insieme e prima di farsi fotografare con lei (e con il resto del cast) alla presentazione del film durante il festival francese. Se sarà ritenuto "colpevole" Nabawy rischia di essere sospeso dall'associazione degli attori egiziani per lungo tempo.

La pressione anti-normalizzazione in campo culturale sembra essere molto forte. Prima di Nabawy, un altro attore egiziano era stato infatti scelto per recitare accanto a Charchi, ma dopo essere stato minacciato di sospensione decise di rifiutare la parte. A quel punto "ero certa che mi avrebbero allontanato - ha rivelato l'attrice al giornale israeliano Ynet.com - poi si è presentato Nabawy, un professionista che è venuto al lavoro". Secondo Charchi, l'attore egiziano sarebbe stato a conoscenza della nazionalità israeliana dell'attrice ben prima di iniziare le riprese. Non solo: avrebbe saputo fin dall'inizio i rischi in cui poteva incorrere facendosi vedere insieme sorridenti come ci si aspetterebbe da due normali personalità del mondo dello spettacolo.

Laura Aletti