Ventuno persone sono morte negli scontri tra narcotrafficanti nei dintorni di Nogales, nello stato di Sonora, nord del Messico. La sparatoria, probabilmente, è stata causata dalla lotta tra il cartello di Sinaloa guidato da "El Chapo" Guzman e il cartello di Beltran Leyva per il controllo delle rotte della droga verso gli Stati Uniti. La polizia ha catturato nove persone coinvolte nell'episodio.
Nello stato settentrionale di Chihuahua, sempre lungo il confine con gli Stati Uniti, un gruppo armato ha ucciso Sandra Salas, un assistente procuratore generale e una guardia del corpo mentre erano a bordo di una jeep. L'altra guardia del corpo è rimasta ferita nello scontro. Salas era responsabile del controllo delle attività degli altri procuratori e delle unità investigative speciali. Le autorità messicane sono in allerta dopo l'uccisione di lunedì scorso di Rodolfo Torres, candidato governatore nello stato di Tamaulipas. Domenica i cittadini saranno chiamati a votare in 14 stati della repubblica federale messicana. Le tensioni tra narcotrafficanti potrebbero essere determinate anche da un tentativo di influenzare il voto. Giovedì scorso, è stata trovata una testa mozzata davanti alla casa di Hector Murgia, candidato sindaco del partito rivoluzionario istituzionale (Pri) a Ciudad Juárez. Si tratta di un chiaro segno di intimidazione da parte delle pandillas locali.
La guerra tra narcos sta diventando sempre più serrata. Tra il 2008 e il 2009, sono morte 5 mila persone. Dal lancio della controffensiva governativa, dopo l'elezione del presidente Felipe Calderón nel 2006, sono state uccise almeno 23 mila persone. La maggior parte sono agenti di polizia e appartenenti alle organizzazione del narcotraffico.