05/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Dal carcere di Saydnaya non si hanno più notizie di molti dei detenuti coinvolti nelle proteste del 2008

A due anni dalle proteste del 5 luglio 2008 nel carcere siriano di Saydnaya non si hanno più notizie di oltre 50 detenuti. Amnesty International denuncia che dopo gli scontri in cui persero la vita 17 rivoltosi e 5 agenti, di altri 50 si sono completamente perse le tracce. Tra loro gli attivisti per i diritti umani Nizar Ristnawi e Basel Madarati, i quali avrebbero terminato di scontare la loro pena il 18 aprile 2009 e il 20 gennaio 2010, ma dei quali non si hanno notizie e tanto meno sono stati liberati. Da due anni è negato ogni contatto sia ai famigliari che agli avvocati e secondo alcuni prigionieri che sono stati rilasciati dal carcere Basel Madarati è stato ucciso negli scontri e il suo corpo messo in un freezer dal 25 novembre 2008. Secondo gruppi siriani per la difesa dei diritti umani il numero di detenuti uccisi negli scontri è più alto di quello dichiarato e arriva a superare i 25, inoltre il carcere a nord di Damasco, noto come il “buco nero della Siria”, costruito nel 1987 per cinquemila detenuti ne ospita oltre diecimila. Le visite sono consentite solo una volta al mese alle famiglie e i permessi sono molto difficili da ottenere, mentre agli avvocati non sono concesse visite.

Parole chiave: siria, saydnaya, amnesty international
Categoria: Diritti
Luogo: Siria