La notizia è passata un po' sottotono ma c'è davvero da scandalizzarsi. I cartelli del narcotraffico messicano, Los Zetas e il cartello di Juarez, danno un ultimatum a Fbi e Dea: fermare la corruzione delle autorità, a loro avviso legate al cartello rivale di Sinaloa, altrimenti inizierà una nuova stagione di stragi.
Cose da pazzi, ci sarebbe da pensare. Invece, è tutto vero. I cartelli che si contendono il mercato della droga fanno sul serio. Ora, ma ormai ci sarebbe da dire da diversi anni, la guerra è apertamente stata dichiarata. E si attendono per i prossimi giorni altri attacchi da parte dei sicari dei cartelli, se le autorità non si prenderanno la briga di indagare sugli eventuali legami fra il cartello di Sinaloa e agenti di polizia e politici della zona.
Giovedì scorso a Ciudad Juarez, non distante dal confine con gli Usa, un'autobomba è esplosa causando la morte di alcuni agenti della polizia locale. Raccapricciante il metodo usato dai killer per colpire gli agenti. I sicari, infatti, avrebbero sequestrato e ferito in modo serio un clochard della zona e dopo averlo vestito da poliziotto l'avrebbero abbandonato non distante dall'auto piena di esplosivo. Una telefonata al commissariato per segnalare la presenza del poliziotto ferito e non appena sul posto sono giunte le auto degli agenti l'autobomba è stata fatta esplodere. Una tecnica ben studiata. Sicuramente pensata nel corso dei giorni precedenti all'attacco. E che sottolinea la ferocia dei killer che pur di aver la meglio sulle autorità non si preoccupano di compiere sequestri e omicidi di innocenti.
Di fatto, ora ci sarà da correre ai ripari. Sia da parte dello Stato messicano sia da parte delle forze dell'ordine oltre confine.
E se il presidente Calderon ha già inviato nella zona delle violenze migliaia di agenti, anche dagli Usa stanno pensando di fare la stessa cosa.
Il 1° agosto prossimo, infatti, lungo la linea di frontiera che separa Messico e Usa si posizioneranno un minimo di 1.200 agenti della Guardia Nazionale che andranno a dar man forte agli agenti già presenti lungo il confine. "Il loro compito sarà quello di affiancare gli ufficiali e gli agenti federali che lavorano già in zona e che cercano di bloccare il passaggio dei trafficanti di droga ma anche di armi e uomini" molto attivi in zona, come ricorda la segretaria della Sicurezza Interna, Janet Napolitano. Non tutti gli agenti che avranno compiti operativi. Fra loro ci saranno anche analisti specialisti in criminologia, oltre ai classici soldati. E sarà l'Arizona, soprattutto nella zona di Tucson, lo Stato Usa che vedrà il maggiore aumento di agenti nella frontiera, ben 524. "Questa zona, purtroppo si è trasformata nell'area dove si registrano ingressi illegali di cose e persone" Dice John Morton, sottosegretario della Iceì, l'agenzia delle dogane e dell'immigrazione. Anche il Texas vedrà un aumento considerevole degli agenti di sicurezza lungo il confine. Saranno 250 gli agenti che prenderanno posizione alla frontiera. Anche in altri punti caldi dell'area, come in California (224 agenti) e New Mexico (72 agenti), la tensione causata dalla guerra dei narcos ha costretto le autorità a chiedere l'intervento di un maggior numero di agenti. Un unico aspetto in questo caso ha diviso Democratici e Repubblicani: il numero di agenti da impiegare nella missione. Se infatti Obama ne ha inviati 1.200 i repubblicani, favorevoli alla missione, hanno chiesto un numero più alto di agenti da schierare lungo il confine: almeno 6 mila.
La battaglia è appena cominciata.
Alessandro Grandi