21/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Emergency: le trattative per la riapertura dell'ospedale sequestrato, le condizioni inaccettabili del governo della regione

Emergency, con questo comunicato rende noto a che punto sono le trattativer per la riapertura dell'ospedale di Lashkargah, le condizioni poste dal governo della regione, il bisogno estremo che hanno i tanti feriti di ritrovare aperte le strutture sanitarie della Ong. Questo il testo del comunicato diffuso da Emergency.

"Lo scorso 10 aprile l'ospedale di Emergency a Lashkar-gah è stato chiuso in seguito all'irruzione di uomini della polizia e dei servizi di sicurezza afgani e di militari britannici e al prelevamento di membri dello staff di Emergency, rilasciati dopo alcuni giorni perché "completamente innocenti".

L'ospedale di Emergency era l'unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità in tutta la provincia di Helmand.

Da quando l'ospedale è stato chiuso, nel nostro Centro chirurgico di Kabul abbiamo ricoverato numerosi pazienti provenienti dalla regione - soprattutto vittime di mine, di bombe e pallottole - che si sono sobbarcati un intero giorno di viaggio lungo una delle strade più pericolose del paese in cerca di cure.

Sappiamo che a fronte di questi pazienti, sono moltissimi i feriti che non possono ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno.

Proprio perché conosciamo i bisogni della popolazione, l'inadeguatezza e l'estrema carenza dell'assistenza sanitaria disponibile in loco, stiamo lavorando per riaprire al più presto l'ospedale di Lashkar-gah.

Abbiamo riscontrato la disponibilità delle autorità centrali alla riapertura e abbiamo avuto conferma del loro apprezzamento per il nostro lavoro.

Restano però inaccettabili le condizioni poste dal Governatore di Lashkar-gah, che vincola la riapertura alla presenza di militari afgani intorno all'ospedale e al passaggio del controllo delle attività dell'ospedale al ministero della Sanità locale.

Emergency è costretta a rifiutare queste condizioni per due ragioni.

Emergency costruisce e gestisce ospedali. Un ospedale è un luogo di cura: Emergency tornerà a Lashkar-gah solo se il suo ospedale potrà tornare a essere un luogo "ospitale" per tutti, dove si cura chi ne ha bisogno, senza discriminazioni, in base all'etica della professione medica e ai principi delle convenzioni internazionali per l'assistenza ai feriti di guerra. La presenza di militari armati all'esterno dell'ospedale viola il principio di neutralità e limita l'accesso al Centro dei feriti.

In 11 anni di lavoro in Afganistan, inoltre, Emergency ha potuto verificare che il ministero della Sanità locale non è ancora in grado di farsi carico dei bisogni della popolazione.

Per questa ragione, in questi anni Emergency ha costruito nel paese 3 centri chirurgici, un centro di maternità e 28 posti di primo soccorso e ha formato infermieri, medici e chirurghi in osservanza delle leggi locali e in spirito di collaborazione con le autorità (con cui, ad esempio, si sono concordati programmi di training del personale afgano), ma nella completa autonomia gestionale e operativa.

Se Emergency accettasse le condizioni poste dal governatore, il suo ruolo sarebbe limitato a mero finanziatore del progetto; abbiamo invece la certezza di poter continuare a essere molto più di una banca per l'Afganistan e la sua popolazione: fornendo cure efficaci e gratuite in risposta ai bisogni disattesi dei malati, formando personale locale, proponendo un modello di intervento umanitario, basato sulla professionalità, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà tra esseri umani".