12/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



A Hebron è rimasta l'ultima fabbrica del tradizionale copricapo che, con fatica, tiene testa al made in China

scritto per noi da
Irene Panighetti

Mentre da noi la keffiyah, il popolare copricapo arabo intessuto di significati politici, è ormai diventato un capo trendy, che si può anche trovare a prezzi da capogiro nelle boutique di lusso delle capitali europee, in Cisgiordania sta diventando sempre più un capo raro, per lo meno se si cercano quelle prodotte in loco e non made in China, come la maggior parte delle keffiyah che si vedono nei negozi per turisti dalla città vecchia di Gerusalemme e a Betlemme.

Nel 2000 erano oltre un centinaio i produttori palestinesi di keffiyah, oggi quelle originali si possono trovare con più facilità a Hebron, dove ha sede l'ultima fabbrica della Cisgiordania, la Herbawi Textil, fondata nel 1961 da Yasser Herbawi, oggi 81enne che ha passato la gestione dell'attività ai figli.
Non lontano dalla città vecchia, la fabbrica si trova in un capannone che racchiude 15 macchinari, di cui però solo 4 sono rimasti in attività: ''Al mese produciamo mediamente 3600 capi'', spiega uno dei figli, Abd-Alazzeem, ''a causa della concorrenza cinese che produce molto di più a prezzi inferiori''. Tra l'assordante rumore dei macchinari, Abd-Alazzeem ha ricordato che negli anni Novanta la loro produzione era ben maggiore, ma che oggi il mercato interno non regge la concorrenza cinese e che l'esportazione non basta a compensare il calo delle vendite in Cisgiordania: negli Stati Uniti e in Francia, i paesi maggiormente importatori delle sue keffiyah, vengono esportati solo modesti quantitativi.

Eppure la differenza dalle made in China si nota subito, basta una carezza sul tessuto: quelle della Herbawi Textile sono compatte, essendo per il 70 percento in cotone e il resto in polyester. Inoltre i prezzi di fabbrica sono molto buoni, almeno per noi europei: le Keffiyah costano cinque euro il pezzo, ma nei negozi di Hebron, dove sono rivendute, i prezzi variano a seconda del gestore e dalla faciloneria del turista o dell'acquirente straniero di turno.
Il modello più venduto è quello bianco a quadretti grossi e neri, grazie all'immagine di Arafat che, portandola sempre sul capo, ha fatto di questa keffiyah un'icona e un simbolo della lotta di liberazione del popolo palestinese. Quella rossa geograficamente rimanda alla Giordania e al Fronte Popolare (formazione politica palestinese), mentre le altre si adeguano ai gusti dettati dalle mode del momento, soprattutto all'estero, dove la keffiyah ha perso il suo significato politico ed è a volte indossata anche da persone che non sanno nulla della sua storia e di quella della Palestina. In Cisgiordania invece quella bianca, a quadretti grossi o più fitti, resta ancora la più popolare, ma è indossata quasi esclusivamente da uomini generalmente anziani: sono rari i casi in cui si incontra una donna con keffiyah e quando accade si tratta di attiviste, giovani, e in contesti di meeting politici o manifestazioni.

Parole chiave: keffiyah, hebron, arafat
Categoria: Guerra, Popoli, Economia
Luogo: Israele - Palestina