31/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo l'ordine di Zuma di tornare al tavolo negoziale, l'esecutivo ha offerto un aumento del 7,5 per cento. Domani la risposta dei sindacati

Il governo sudafricano ha ufficializzato l'apertura nei confronti dei dipendenti pubblici, con i cui sindacati di categoria ha cominciato due settimane fa un durissimo braccio di ferro che si è tradotto in uno sciopero di massa che ha messo alle corde la potenza africana.

Ieri il presidente Jacob Zuma aveva ordinato ai suoi ministri di tornare a sedersi al tavolo negoziale e subito è stata formulata una nuova proposta: un aumento dello stipendio del 7,5 per cento e un bonus mensile per la casa da 800 rand (pari a 85 euro circa).
I sindacati si riuniranno domani
notte per dare una risposta ufficiale al governo. A parole restano fermi sulle loro posizioni, e cioè su un aumento dell'8,6 per cento in busta paga e un bonus mensile di 1000 rand (106 euro) ma a livello informale alcuni dirigenti hanno messo di puntare ad un più realistico otto per cento.

Intanto nel Paese i servizi pubblici hanno smesso di funzionare: quasi tutte le scuole sono chiuse e negli ospedali è dovuto intervenire l'esercito per poter fornire le prestazioni essenziali. Ma anche la polizia ha dato segni di insofferenza e ha fatto capire che molti agenti si sarebbero uniti allo sciopero. Da ieri inoltre le agitazioni si sono estese ai lavoratori dell'industria aumobilistica: fin quando era rimasto limitato ai servizi pubblici, il Sudafrica aveva patito disservizi ma pochi danni economici.

Se però dovessero scioperare anche i lavoratori del settore commerciale, industriale o peggio ancora minerario, le prospettive per il governo sudafricano sarebbero decisamente spaventose. Di qui l'ordine di Zuma di riprendere le trattative e la proposta che nelle speranze dell'esecutivo dovrebbe dividere il fronte sindacale.

Categoria: Diritti, Politica, Salute, Economia
Luogo: Sudafrica