Il governo sudafricano ha ufficializzato l'apertura nei confronti dei dipendenti pubblici, con i cui sindacati di categoria ha cominciato due settimane fa un durissimo braccio di ferro che si è tradotto in uno sciopero di massa che ha messo alle corde la potenza africana.
Ieri il presidente Jacob Zuma aveva ordinato ai suoi ministri di tornare a sedersi al tavolo negoziale e subito è stata formulata una nuova proposta: un aumento dello stipendio del 7,5 per cento e un bonus mensile per la casa da 800 rand (pari a 85 euro circa).
I sindacati si riuniranno domani notte per dare una risposta ufficiale al governo. A parole restano fermi sulle loro posizioni, e cioè su un aumento dell'8,6 per cento in busta paga e un bonus mensile di 1000 rand (106 euro) ma a livello informale alcuni dirigenti hanno messo di puntare ad un più realistico otto per cento.
Intanto nel Paese i servizi pubblici hanno smesso di funzionare: quasi tutte le scuole sono chiuse e negli ospedali è dovuto intervenire l'esercito per poter fornire le prestazioni essenziali. Ma anche la polizia ha dato segni di insofferenza e ha fatto capire che molti agenti si sarebbero uniti allo sciopero. Da ieri inoltre le agitazioni si sono estese ai lavoratori dell'industria aumobilistica: fin quando era rimasto limitato ai servizi pubblici, il Sudafrica aveva patito disservizi ma pochi danni economici.
Se però dovessero scioperare anche i lavoratori del settore commerciale, industriale o peggio ancora minerario, le prospettive per il governo sudafricano sarebbero decisamente spaventose. Di qui l'ordine di Zuma di riprendere le trattative e la proposta che nelle speranze dell'esecutivo dovrebbe dividere il fronte sindacale.