La Croazia scivola sulla giustizia. Il Paese balcanico, in attesa di entrare in Europa, ha aperti 33 capitoli con l'Unione, tredici dei quali riguardano tribunali e giudici. Secondo il commissario europeo per la giustizia e vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding, la Croazia deve migliorare la propria legislazione, tutelare i diritti fondamentali dei suoi cittadini e rendere i processi più veloci. "Quello della giustizia è il tema più sensibile perché noi non monitoriamo solamente se le leggi sono state varate, ma se e come vengono applicate. Non accetteremo misure a metà e non ci saranno sconti", ha detto Reding dopo l'incontro di oggi con il premier croato Jadranka Kosor. "Voglio essere chiara. Con la conclusione dei negoziati alle porte la Croazia deve essere più veloce nelle riforme. Voglio vedere risultati concreti".
La corruzione è l'altra bestia nera di Zagabria. La Reding ha fatto intendere che se la Croazia vuole entrare in Europa e usufruire dei fondi comunitari e attirare investitori esteri deve combattere il malcostume. Eletta lo scorso anno, Jadranka Kosor ha dato il via ad un'ampia campagna anti-corruzione che ha portato sotto indagine decine di potenti uomini d'affari e politici. Simbolo di questo impegno è l'atto di accusa emesso ieri dalla magistratura contro Damir Polancec, ex vie-premier e ministro dell'economia.