Una pioggia di colpi di mortaio continua a cadere quasi ogni giorno sul mercato di Bakaara, il principale mercato di Mogadiscio, e su altre zone densamente popolate della città. Il bilancio delle vittime civili sale quotidianamente, conseguenza di una carneficina annunciata tra i frequentatori del mercato, gli uomini d’affari e i commercianti.
Nella giornata di domenica, violenti combattimenti sono divampati nell'area tra le due fazioni ‘teoricamente’ alleate di Al Shabaab e Hizbul Islam, che si contendono i pedaggi sui veicoli e sugli autobus in transito da tutte le regioni della Somalia, e sono costati la vita a cinque persone, tra miliziani e civili.
Dal 2007 il Governo federale di transizione (Tfg), appoggiato dai Paesi occidentali, e dal contingente militare inviato dall’Unione africana, la missione Amisom, combatte una guerra civile contro i principali gruppi delle milizie islamiche armate: Al Shabaab è il gruppo più importante, alleato con quello di Hizbul Islam.
A cavallo tra due distretti di Mogadiscio, quello di Hawl Wadag e quello di Hodan, si trova il mercato di Bakaara, quotidiano teatro di violenti scontri tra i miliziani islamici, i soldati governativi e quelli dell’Amisom. Vicino al confine occidentale del distretto di Hodan si trovano alcune importanti basi sia dei soldati del Tfg che delle forze di peacekeeping dell’Unione africana.
Il secondo più grande mercato della città si trova invece a nord, nel distretto di Yaqshid, ed è il Suk Ba’ad. Sono in molti a morire nei due mercati giorno dopo giorno.La scorsa settimana il consiglio degli anziani di uno dei più importanti clan della Somalia, il clan degli Hawiye, si è espresso tramite il suo portavoce, Ahmed Derie Ali, che ha esortato la gente, i commercianti e chiunque abbia un’attività in uno dei due mercati “a portar via le proprie cose e a mettere in salvo i propri beni, a causa del pesante e continuo bombardamento di colpi di mortaio che interessa entrambe le aree e che uccide i civili, visto che nessuna delle due parti (né le milizie islamiche, né le truppe governative, ndr) rispetta la vostra vita”. Lo stesso presidente del consiglio degli anziani del clan Hawiye, Mohamed Hassan Had, vive in una delle zone sotto il controllo del governo di transizione.
Il ‘pesante bombardamento’ di cui parla Ahmed Derie proviene in larga parte dalla base delle truppe dell’Unione africana, che rispondono alle aggressioni degli Shabaab: il mercato di Bakaara è infatti sotto il controllo di questi ultimi ed è situato in una zona dalla quale i miliziani pianificano e fanno partire i loro attacchi contro le forze del governo e dell’Amisom. Queste ultime non si fanno molti scrupoli nel rispondere al fuoco e nel reagire secondo regole d’ingaggio che devono essere piuttosto elasitche, a Mogadiscio.
Le dichiarazione del portavoce degli Hawiye, tuttavia, hanno scatenato la reazione risentita di Ali Dheere, presidente del consiglio dei commercianti di Bakaara, che ha accusato gli anziani del clan di voler ‘affossare’ il commercio nella zona, e di voler portare il mercato al collasso.
Asha Omar Ahmed, funzionaria del governo di transizione, dice che "a Mogadiscio è difficile fare una vita normale e andare nei mercati. Dei 16 quartieri che costituiscono la città, il 40 percento è in mano all’Amisom, ma tuttavia chi va in giro ha una grande paura, perché non ci si può fidare". “Negli ultimi giorni si sono protratti combattimenti pesanti tra le truppe del Tfg, supportate dagli alleati dell’Amisom e i combattenti alleati di Al Shabaab e Hizbul Islam nella parte nord di Mogadiscio”, dice a PeaceReporter Hassan Osman Abdi, caporedattore di radio Shabelle. “Sei persone sono morte e venti sono state ferite con colpi d’arma da fuoco, la maggior parte delle quali civili”.
“I combattimenti sono esplosi anche nel distretto di Hodan”, continua Hassan, “e si può sentire il rumore dei colpi di artiglieria pesante provenire da entrambe le parti belligeranti”.
“Le truppe dell’unione africana colpiscono pesantemente le aree popolate dai civili, sia che sotto i colpi di mortaio ci siano gli Shabaab che i civili”, ci racconta. “Tirano sul mercato perché puntano alle roccaforti degli Shabaab. C’è tutta una serie di zone della città che sono sottoposte a un pesante bombardamento: il Suk Ba’ad, il Bakaara market, Wardhigley, solo per dirne alcune. La maggior parte dei civili che restano uccisi negli scontri a Mogadiscio perde la vita per via di questi bombardamenti di mortaio.
Se però chiedi conto ai responsabili dell’Amisom di questi bombardamenti continui sui civili, rispondono che è una conseguenza degli attacchi verso di loro da parte degli Shabaab e di Hizbul Islam”.
Così la popolazione che si trova a vivere sulle posizioni dove sono acquartierate le milizie degli Shabaab e di Hizbul Islam non ha scampo: quando Al Shabaab o Hizbul Islam attaccano le basi del Tfg e dell’Amisom, i cannoni dei peacekeeper rispondono al fuoco e molti civili restano uccisi.
Ma anche le scaramucce tra presunti alleati mietono vittime nei mercati di Mogadiscio: domenica per disaccordi dovuti alla riscossione dei pedaggi sui mezzi in transito, alcuni miliziani di Hizbul Islam hanno attaccato un cortile controllato dagli Shabaab nel mercato di Bakaara. Solo l’intervento di due comandanti di alto rango da entrambe le parti è riuscito a interrompere lo scontro e separare gli uomini. Uno degli ufficiali intervenuti era Moktar Robow Ali, detto Abu Mansour, uno dei massimi comandanti degli Shabaab. Peccato che il suo intervento carismatico non sia stato in grado di evitare le vittime innocenti di questo spiacevole caso di divergenza di opinioni, in un contesto senza regole, basato solo sull'autorevolezza e sulla mitizzazione personale dei capi.
Alessandro Micci