30/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Una testimonianza sulla difficoltà di fare i giornalisti in Somalia, sull’attacco all’hotel Muna e sulla strategia di Al Shabaab

Hassan Osman Abdi “Fantastic”, caporedattore di Radio Shabelle, radio indipendente di Mogadiscio, nella sua intervista a PeaceReporter, di cui è già uscita la prima parte, ci ha anche parlato della strategia del principale e più forte gruppo islamico armato che ha pianificato e compiuto l’azione all’hotel Muna del 24 agosto scorso. Quel giorno alcuni combattenti di Al Shabaab hanno attaccato l’hotel che si trova all’interno della zona ritenuta sicura di Mogadiscio, vicino alla residenza del Presidente del Governo di transizione, Sheik Sharif Sheik Ahmed, facendosi saltare in aria e uccidendo diversi membri del parlamento oltre a numerosi civili.
Lo stesso giorno, nei combattimenti, ha perso la vita un giornalista, Barkhat Awale, direttore di Radio Hurma a Mogadisho, mentre stava lavorando sul tetto della sua stazione.

Il giorno dell’attentato è stato ucciso dal fuoco incrociato a Mogadiscio un giornalista, che era il direttore di Radio Hurma.


Tre proiettili hanno ucciso il direttore di Radio Hurma, una delle radio del network locale. Radio Hurma è una delle radio più note della società civile a Mogadiscio. È stato colpito dai proiettili allo stomaco ed è stato portato all’ospedale Medina, dove poi è morto. Uno dei giornalisti della radio mi ha informato che si trovava al Medina in quel momento, dove poi ho visto il corpo del direttore.
Ci tengo ad aggiungere che quest’uomo, che si chiamava Barkhat Awale, era un grande uomo ed è stato uno dei primi giornalisti a fare il suo lavoro sotto il governo di Siad Barre. Era un ottimo uomo e un ottimo giornalista secondo tutti i giornalisti della Somalia.

Diversi giornalisti della vostra radio sono stati oggetto di attentati da parte di Hizbul Islam. Mukhtar Mohamed Hirabe, direttore di Radio Shabelle è stato ucciso nel 2009.

Si. Non è chiaro se sia stato ucciso da Al Shabaab o da Hizbul Islam, ma degli uomini armati hanno sparato e ucciso quello che era allora il direttore di Radio Shabelle, Mukhtar Mohamed, che si trovava nel Bakaara Market insieme al caporedattore, Ahmed Omar Ashi, il quale è stato gravemente ferito allo stomaco e ora si trova a Kampala in Uganda. Quello che posso dire è che quello è stato un omicidio in piena regola.

Qual è la situazione adesso a Mogadiscio, alcuni giorni dopo l’attentato all’hotel Muna? Siamo di fronte a una manovra su larga scala da parte di Al Shabaab? Stanno cercando di entrare nella zona sicura, sotto il controllo del Governo federale di transizione (Tfg)?

Il 24 agosto un gruppo di combattenti di Al Shabaab ha attaccato uno degli hotel di Mogadiscio, il Muna hotel, molto vicino al palazzo del Presidente. Sono entrati nell’albergo indossando le uniformi ufficiali dei soldati del Governo federale somalo e hanno ucciso tutti quelli che si trovavano all’interno, eccetto alcuni che hanno detto che i proiettili gli sono passati sopra. Molte persone sono morte sotto il fuoco dei miliziani di Al Shabaab, e tra loro sei membri del parlamento, un altro parlamentare è stato ferito ma la maggior parte delle altre vittime sono civili. Ho visto là fuori, appena fuori dall’hotel, molte altre persone che sono state ferite nell’attacco. Poi quando hanno finito i proiettili si sono fatti esplodere. L’attacco è avvenuto rapidamente, al mattino presto, ed è finito quando si sono fatti esplodere per portare a termine l’operazione, tutto era stato pianificato in questo modo.
Probabilmente fa parte della strategia di Al Shabaab per incrementare il livello di violenza contro le truppe dell’Unione africana, il contingente dell’Amisom, e contro il Governo di transizione. E soprattutto contro il fatto che le truppe dell’Amisom sono radunate in massa qui a Mogadiscio.
Gli Shabaab hanno dichiarato guerra all’inzio del mese di Ramadam, che è in corso, e hanno detto che avrebbero raddoppiato le loro azioni durante questo mese, e anche che avrebbero preso il controllo delle zone attualmente in mano ad Amisom e al Tfg.

C’è stata reazione da parte delle truppe dell’Amisom o del Tfg dopo l’attentato?

No, non c’è stata nessuna reazione da parte delle truppe dell’Amisom di stanza a Mogadiscio dopo le esplosioni o dopo l’attacco. Io ho contattato personalmente il portavoce dell’Amisom, il maggiore Barigye Ba-Hoku, e gli ho chiesto se avrebbero risposto con delle rappresaglie dal mare, dove sono posizionati, in quanto costituiscono la forza ufficiale di peacekeeping in Somalia, contro le forze di Al Shaabab. Oppure se lo avrebbero fatto le forze ufficiali del Tfg. In effetti lui non ha risposto alla mia domanda, ma come si sa quello che è successo è un tipo di azione che avviene spesso nel nostro Paese.
D’altra parte combattimenti pesanti continuano nella capitale dal sabato prima dell’attentato. Molti dei membri del Governo di transizione hanno condannato queste azioni, e loro stessi sono continuamente sotto attacco. Lo stesso presidente Sheik Sharif Sheik Ahmed, il primo ministro Omar Abdirashid Al Sharmarke e il vice primo ministro Ibrahim Ibbi si sono recati all’hotel dove hanno avuto luogo le esplosioni e hanno condannato l’azione brutale contro gli alti funzionari del governo e i parlamentari e hanno portato le loro condoglianze ai parenti delle persone che hanno perso la vita nell’attacco.

Credi che Al Shabaab stia perdendo terreno, dopo che con il meeting di luglio in Uganda gli Stati dell’Unione africana hanno deciso l’invio di altri soldati a rafforzare il contingente dell’Amisom? Oppure siamo di fronte alla realizzazione di una nuova strategia?

Al Shabaab prima ha rivendicato la responsabilità dellattentato avvenuto a Kampala l’undici luglio nel quale hanno perso la vita più di settanta persone. Ora qui a Mogadiscio lo stesso. Il disegno di Al Shabaab va preso seriamente: vogliono prendere il controllo del distretto in mano al governo, dove si trova il palazzo presidenziale, hanno già dichiarato di volerlo fare. Inoltre ci sono molti combattenti di Al Shabaab che vengono dalle altre regioni della Somalia e stanno convergendo sulla capitale Mogadiscio, hanno dichiarato anche che vogliono prendere il controllo di alcune aree industriali. Ma in questo devono fare i conti con le truppe dell’Amisom e anche con le forze del Tfg perché ora ci sono più soldati dispiegati sulla linea del fronte e nelle zone di guerra, ci sono più carri, più veicoli armati e più truppe. In questo momento Al Shabaab tiene sotto controllo alcuni villaggi, periferie e quartieri di Mogadiscio e i combattimenti continuano da giorni e continueranno ancora nei prossimi nella capitale somala. Più di 50 persone sono state uccise e oltre duecento sono negli ospedali in condizioni critiche per la loro vita solo dopo l’azione portata a termine pochi giorni fa.

Alessandro Micci