Fa discutere un libro uscito in questi giorni in Arabia Saudita, firmato dall'ex ministro dell'Istruzione Mohammed al Rashid. Il libro si intitola "La donna musulmana: equità religiosa e interpretazioni estremistiche" e contiene proposte per migliorare la condizione delle donne nel Paese musulmano.
Ad esempio la possibilità di insegnare nelle scuole maschili, di guidare l'auto. Le reazioni del mondo intellettuale alle critiche di al Rashid non si sono fatte attendere. Secondo Adnan Baharet, ricercatore sociale, il libro sarebbe un "cavallo di troia" con cui l'ex ministro cerca di ritornare alla ribalta. Agli occhi di Baharet non si tratterebbe altro che di un tentativo di ingraziarsi i lettori occidentali, specialmente gli Stati Uniti.
Secondo Anwar al Asiry, invece, che ha prodotto il documentario "Il tunnel della lotta della donna saudita", il libro sarebbe un caso di "attrazione intellettuale" che chiama in causa il problema della condizione femminile per promuovere il cambiamento sociale in Arabia Saudita, reso difficile dalla strumentalizzazione delle fatwa e della religione operata dal re Abdullah Ben Abdulaziz.