26/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'uomo, dopo aver intascato migliaia di dollari per la sua collaborazione al processo di pace è svanito nel nulla

Il governo afghano accusa i britannici di aver condotto un finto talebano al negoziato di pace. Mentre l'ambasciata britannica rifiuta di confermare o smentire le osservazioni e il coinvolgimento nella vicenda, così come ha dichiarato un portavoce dell'ambasciata britannica in Afghanistan al Washington Post.

L'uomo che si fingeva mullah Mansour, un comandante talebano, portato al tavolo di negoziazione di Kabul per un incontro con il presidente Karzai, sarebbe in realtà un commerciante pakistano di Quetta. Non solo il pakistano avrebbe finto di essere un capo della trattativa, ma nelle sue tasche sarebbero finiti centinaia di milioni di euro, pagati per la sua cooperazione nel processo di riconciliazione tra governo afghano e talebano. Presi i soldi, l'uomo si è successivamente dileguato nel nulla.
Ora il presidente Karzai dà la colpa alle autorità britanniche per questo imbarazzante errore perché sarebbero stati loro a condurre l'uomo al tavolo di pace.

I britannici preferiscono non commentare, solo, fanno notare che "Se abbiamo difficoltà a instaurare un dialogo con i talebani, i talebani penseranno di stare vincendo", ha detto un funzionario occidentale. Insomma, si è trattato dell'ennesimo fallimento dei negoziati che se sommato a tutti gli altri tentativi andati a vuoto, danno la misura di quanto impegnativo e lungo sarà ancora il conflitto nel Paese.

 

Parole chiave: Afghanstan, impostore talebano, karzai
Categoria: Pace, Politica, Popoli
Luogo: Afghanistan