02/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Nove mesi di reclusione e degradazione per il sergente Robert Stevens, che però non verrà espulso dall'esercito

Dodici militari dell'esercito statunitense sono accusati di aver ucciso civili per divertimento e di aver poi montato una storia di fronte agli ufficiali per coprire l'accaduto.

La prima condanna è arrivata per uno di loro: il sergente Robert Stevens, imprigionato e degradato: ha ammesso di aver aperto il fuoco in direzione di due afgani e di aver mentito agli ufficiali. Dovrà trascorrere nove mesi in prigione, ma non verrà espulso dall'esercito.

Di altri cinque fra gli accusati si ritiene che siano i responsabili dell'uccisione di cinque civili nella provincia di Kandahar. Fra le accuse anche quella di aver conservato parti del corpo delle vittime, come le ossa delle dita da esibire come trofei, facendo foto e assumendo droghe. I fatti sarebebro avvenuti lo scorso marzo, quando l'unità era dispiegata nella base Ramrod.

Parole chiave: afghanistan, vittime civili, militari usa
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan
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