Amnesty International ha invitato le autorità giudiziarie croate ad accelerare le procedure sui crimini di guerra commessi negli anni Novanta, chiedendo di processare alcuni alti dirigenti politici e militari che non sono stati indagati dal Tribunale penale internazionale dell'Aja, e contro i quali pende una serie di accuse e sospetti. In un rapporto diffuso oggi a Zagabria, Amnesty ha indicato tre nomi eccellenti, sospettati di essere implicati in crimini di guerra ai danni della popolazione serba dalla Croazia: Vladimir Seks, attuale vicepresidente del parlamento e uno dei politici più potenti della Croazia, l'ammiraglio Davor Domazet-Loso, e l'ex sottosegretario agli Interni e capo di alcune formazioni paramilitari, Tomislav Mercep. Inoltre, sono ancora pendenti 700 casi in varie fasi giudiziarie, ma a un ritmo soltanto di circa 18 sentenze definitive all'anno. Sono troppe, secondo AI, le vittime che da lungo tempo attendono che la giustizia croata si pronunci. L'organizzazione per la difesa dei diritti umani ha criticato la Croazia "per la mancanza di volontà politica nell'istruire processi su alcuni casi di crimini di guerra". "Esistono ancora degli ostacoli - si legge nel rapporto - che la Croazia deve eliminare affinchè tutta una serie di crimini di guerra non restino impuniti". Più del 70 per cento dei casi riguarda crimini contro i serbi della Croazia. La persecuzione dei crimini di guerra è una delle condizioni per l'adesione della Croazia all'Ue, e AI afferma che anche la Commissione europea condivide la preoccupazione espressa nel suo rapporto.