Il segretario dell'Organizzazione nazionale degli indigeni della Colombia (Onic), Luis Evelis Andrade, ha lanciato un allarme che non suona purtroppo nuovo a chi si occupa di fatti sudamericani. I bambini appartenenti alle popolazioni indigene del sud del paese sono vittime di un giro di sfruttamento sessuale che fa leva sulla povertà estrema delle famiglie e sulla fame endemica, dovuta a una denutrizione infantile che sta toccando livelli d'emergenza.
Al centro del mercato del sesso sono bambini dai dodici ai quattordici anni che vengono obbligati in cambio di qualche pasto e pochi spiccioli a prostituirsi o a vendere droga. E molto spesso non fanno ritorno a casa. C'è una vera e propria caccia al minore, che viene messo al centro del più redditizio dei mercati basato sul connubio sesso e droga.
La situazione più grave è stata registrata nel dipartimento del Guaviare, estremo sud della Colombia, dove "bambini e bambine sono portati via da coloni che arrivano nei villaggi all'improvviso e poi spariscono senza più far ritorno portandosi via i piccoli", spiega Andrade.
Jesús Flores, ricercatore della Onic, ha precisato in un documento pubblicato il 22 dicembre scorso, che il novanta percento dei popoli nativi colombiani sono a rischio di estinzione a causa della fame e della violenza del conflitto armato interno che da oltre 40 anni devasta il paese. Il Guaviare, per esempio, è una delle regioni a più alta presenza guerrigliera e gli scontri con esercito e paramilitari sono all'ordine del giorno. Uniche vittime, la popolazione civile. Fra questa, in particolare i più deboli, ossia gli indigeni.
"E' un problema che merita un'attenzione urgente. Credo che la fame nei territori indigeni sia una vera e propria guerra silenziosa che sta provocando più morti che il conflitto fra gruppi armati. Tutti i popoli indios stanno soffrendo vari gradi di denutrizione", ha assicurato Flores. E in Colombia gli indigeni sono oltre un milione, suddivisi in ottanta differenti popoli. Di questi - secondo la Onic - il cinquanta percento sono in via d'estinzione e appunto un altro 40 a rischio. "E la colpa è in gran parte del governo - precisa Onic - che sta perpetrando un etnocidio culturale e fisico senza precedenti".
Stella Spinelli