18/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Gestendo una casa di cura, i due vendevano malati mentali alle miniere. Hanno guadagnato 350 mila euro. Sotto indagine sette funzionari

In Cina, Zeng Lingquan 46 anni e la moglie Li Shuqiong, 45 anni, gestori di una struttura per malati mentali, sono stati arrestati il 6 gennaio scorso per aver venduto 130 pazienti ricoverati a proprietari di miniere e cave.

Come riportato nel Legal Daily, la coppia è originaria della contea di Quxian, nella provincia del Sichuan, dove sorge anche la casa di cura. Attraverso il commercio di disabili, a partire dal 1993, i due avevano remunerato 350mila euro, spesi in tutto il territorio nazionale cinese. Trattati come schiavi nelle "sedi di lavoro", i malati mentali venivano nutriti con cibo scadente o alimenti per animali, erano incatenati e non ricevevano retribuzione. Sotto indagine anche sette funzionari della contea, per inaedempienza, in quanto non hanno vigilato sulla questione. La procura teme che possano essere coinvolti nell'attività di compravendita.

Secondo gli inquirenti, l'idea del commercio di "schiavi" disabili attraverso la costituzione di una struttura di ricovero, sarebbe maturata in seguito all'attività precedente dei coniugi, consistente nel recuperare mendicanti dalla strada per un aiuto nel lavoro in campagna.