Le Camigie Gialle thailandesi hanno annunciato un'intensificazione delle manifestazioni di dissenso a Bangkok, dopo che, martedì scorso, l'attivista nazionalista, Veera Somkwamkid e il suo segretario, Ratree Pipattanapaibul, sono stati condannati ad otto anni di prigione da un tribunale cambogiano.
Già la scorsa settimana, centinaia di Camicie Gialle si sono riversate in strada per protestare sulle modalità adottate dal governo per gestire le contese di confine con la Cambogia. Veera e Ratree sono accusati di ingresso illegale in territorio cambogiano. I due fanno parte del gruppo di sette persone arrestate il 29 dicembre mentre conducevano un'ispezione nel territorio di frontiera, oggetto di disputa fra i due paesi. Gli altri cinque sono tornati in Thailandia, dopo che il tribunale cambogiano ha deciso di sospendere le condanne loro comminate per il reato di ingresso illegale.
I leader delle Camicie Gialle hanno annunciato nuove manifestazioni per sabato prossimo, a meno che le loro richieste non vengano accolte dal governo thailandese, incluso trattare e ottenere la liberazione dei due prigionieri dal carcere cambogiano.