Scritto per noi da
Debora Di Dio
La crisi finanziaria globale ha aumentato la vulnerabilità dei paesi in via di sviluppo, e sta mettendo a rischio il futuro degli individui più poveri. In Cambogia fonti ufficiali riportano che la crisi ha ridotto il tasso di crescita economica di circa due terzi, dal 6,7 per cento raggiunto nel 2008 al 2,1 per cento nel 2009, ponendo una serie di problemi per lo sviluppo del Paese e il benessere dei suoi abitanti. In particolare, la crisi finanziaria globale ha portato a un incremento nel numero di donne finite a cercare una qualsiasi forma di sussistenza nel mercato del sesso. Un recente rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite sul traffico umano (Uniap) ha messo in luce come ci sia stato un considerevole aumento di giovani donne impiegate in bordelli, karaoke bar e centri massaggi dall'inizio della crisi finanziaria.
La stragrande maggioranza delle donne costrette a questo tipo di lavori sono giovanissime, in molti casi addirittura minorenni, che si trasferiscono dalle campagne alle città o raggiungono la capitale dalle aree più povere della sua periferia. Si tratta di donne prive di sussistenza o peggio ancora indebitate, che a causa della perdita del lavoro e delle circostanze sempre più difficili, diventano estremamente vulnerabili alla violenza e allo sfruttamento.
La situazione attuale. La maggior parte delle donne che hanno perso il proprio impiego durante la crisi e sono finite nel mercato del sesso, erano in precedenza impiegate nell'industria del tessile. Fin dai primi anni '90 questo settore ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita dell'economia cambogiana, e ha potuto svilupparsi velocemente grazie a un'abbondante forza lavoro femminile, meno istruita e di conseguenza meno retribuita, che proviene soprattutto dalle campagne o dalle zone periferiche della capitale. Secondo stime ufficiali, il settore del tessile che impiega oltre 350mila persone di cui il 90 per cento donne, e ha innalzato l'occupazione femminile dal 28 per cento nel 1998 al 40 per cento nel 2004, è stato uno dei più colpiti dalla crisi.
I rischi più seri per le ragazze e giovani donne che finiscono nel mercato della prostituzione sono senza dubbio legati al ripetuto rischio di contrarre Hiv, oltre che di essere trafficate e scomparire all'estero. Questo è un momento fondamentale per il governo della Cambogia, per rafforzare quegli essenziali servizi sociali che possono provvedere ad aiutare le famiglie in difficoltà e a proteggere gli individui più vulnerabili. Fondamentale è il ruolo di molte Ong cambogiane che stanno lavorando per promuovere campagne di sensibilizzazione, e aiutando numerosissime donne a reinserirsi nel mercato del lavoro, per esempio attraverso sistemi quali accesso al microcredito o a trainings specializzati.
Un futuro in pericolo. Gli operatori umanitari locali esprimono profonde preoccupazioni per il futuro del loro Paese a causa della crisi. In molti ritengono che le conseguenze più allarmanti si stiano verificando non solo tra le giovani donne che hanno perso il lavoro e sono perciò finite nella trappola del mercato del sesso, ma che gravi problemi stiano soprattutto sorgendo per le bambine cambogiane, e di conseguenza per il futuro d'intere generazioni.
La crisi finanziaria può infatti creare conseguenze devastanti per la lotta al lavoro minorile, e cancellare molto velocemente tutti gli sforzi che sono stati faticosamente fatti negli ultimi anni per garantire a tutti l'accesso all'istruzione.
Secondo il rapporto stilato dal World Economic Forum la Cambogia è 122esima su 134 nazioni per la qualità della sua istruzione primaria. Inoltre dati ufficiali riportano che il 36 per cento delle donne cambogiane rimangono analfabete, contro il 15 per cento degli uomini, e che oltre il 40 per cento dei cambogiani non riesce a terminare il ciclo d'istruzione primaria.
Numerose Ong cambogiane hanno denunciato che, in questo periodo di crisi, molte bambine sono state costrette a lasciare la scuola per essere indotte al lavoro minorile e offrire supporto economico alle proprie famiglie.
Non ci sono dati per comprendere quante bambine cambogiane, ogni singolo giorno, vengono trafficate e ridotte in schiavitù, mandate all'estero per alimentare il mercato della pedofilia e della pornografia, o finiscono a mendicare ai piedi delle famose rovine di Angkor.
Ma un dato è certo, che la crisi finanziaria globale ha avuto effetti devastanti per tantissimi individui, e nel caso dei paesi in via di sviluppo come la Cambogia, ha compromesso per sempre il futuro di una intera generazione.