Ieri, appena la rete internet è tornata disponibile in Egitto dopo cinque giorni di black-out, un gruppo di hacker ne ha approfittato per attaccare e bloccare i siti governativi del ministero dell'Informazione e del Partito democratico nazionale del presidente Mubarak.
L'azione è stata rivendicata da Anonymous, una rete internazionale di 'hacktivisti' anonimi, che hanno spiegato su Twitter che l'azione è stata motivata dal desiderio di supportare i contestatori egiziani.
Il gruppo è il medesimo che nelle scrose settimane avevano sostenuto con cyberattacchi il movimento di protesta tunisino contro Ben Alì e che nei mesi di novembre e dicembre aveva supportato WikiLeaks attaccando i siti di MasterCard.com, Visa.com e delle compagnie che avevano boicottato il sito di Julian Assange.
L'arma utilizzata è sempre la stessa: un piccolo programma chiamato Loic (Lov Orbit Ion Cannon) che invia verso il sito prescelto un flusso di traffico fasullo, finendo per bloccarlo nel caso questo non possieda la capacità di gestirlo.