14/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I cittadini svizzeri hanno detto no al referendum contrario alla custodia in casa del fucile d'ordinanza delle reclute

La maggioranza degli elvetici, con il 56,3 per cento dei voti contrari, ha bocciato il referendum che voleva porre fine alla tradizione dell'esercito di milizia che affida l'arma d'ordinanza ai soldati durante gli anni degli obblighi militari. Promossa dalla sinistra e da diverse organizzazioni, l'iniziativa popolare "Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi" aveva bisogno della doppia maggioranza dei votanti e dei cantoni per essere approvata, ma è stata respinta in ben 20 cantoni.
In Svizzera, il servizio militare prevede una scuola reclute di 18-21 settimane e svariati corsi di ripetizione annuali. Durante tutto il periodo, il cittadino-soldato custodisce in casa l'equipaggiamento militare personale, fucile incluso. L'iniziativa mirava a ridurre il numero di armi in circolazione con l'obiettivo di ridurre suicidi, omicidi e violenze perpetrate con le armi da fuoco. 

Categoria: Armi
Luogo: Svizzera