Sotto accusa l'ex-presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, per cattiva gestione dell'amministrazione pubblica. I procuratori federali hanno annunciato di voler avviare un'indagine contro il leader brasiliano, accusato di aver utilizzato fondi pubblici per interesse personale. Coinvolto nella vicenda giudiziaria anche l'ex ministro degli Interni, Amir Lando. La notizia arriva dall'agenzia di stato "Brasil".
Secondo quanto dichiarato dalla procura, nel 2004 Lula e Lando avrebbero spedito oltre dieci milioni di lettere ai pensionati brasiliani, per promuovere una nuova tipologia di prestito bancario con un basso tasso di interesse. Non si è trattato però di un'operazione a scopo puramente informativo (e dunque a beneficio del cittadino): all'epoca esisteva infatti in Brasile un'unica banca in grado di fornire questo genere di mutui, il "Banco Bmg". Non solo, le lettere furono spedite dieci mesi dopo l'approvazione della legge sui prestiti a basso tasso di interesse, come ha spiegato il procuratore Luciana Loureiro Oliveira: "Al momento della spedizione delle lettere, l'unica 'novità' era l'istituzione finanziaria che da poco era stata autorizzata a concedere i mutui, ossia il Banco Bmg". Ne consegue che fosse questa, e non gli anziani del Paese, a beneficiare dell'intera operazione.
I procuratori vogliono costringere Lula e Lando a restituire i fondi utilizzati per la spedizione delle lettere, che ammontano a 5,7 milioni di dollari. Lula non ha rilasciato dichiarazioni in merito.