25/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Prevista per oggi la marcia degli oppositori sulla capitale libica per liberarla dalla stretta del regime

In Libia si è giunti all'undicesimo giorno di rivolta, il bilancio delle vittime è incerto: dalle trecento riconosciute ufficialmente alle migliaia denunciate dalle organizzazioni umanitarie. Oggi è prevista un'imponente dimostrazione degli oppositori di regime a Tripoli con l'intenzione di liberarla dalla dittatura di Gheddafi, probabilmente nascosto in un bunker sengreto nella capitale, e la situazione rischia di precipitare. Bbc Mundo informa che in queste ore truppe fedeli a Gheddafi stanno combattendo con gli oppositori per riprendere il controllo delle aree circostanti la capitale e che questa mattina un gruppo di manifestanti è stato attaccato mentre si trovava in una moschea vicino ad al-Zawiyah: almeno dieci sono stati uccisi.

Un testimone della capitale ha parlato questa mattina all'Ansa confermando la situazione descritta ieri all'agenzia da un'altra ragazza: Tripoli "è ancora in mano al regime ed è controllata da uomini armati. Nessuno va al lavoro, le scuole sono chiuse, non si trova la benzina, i fornai non panificano quasi più. Di giorno è ok, nella notte invece se esci ti sparano".

Il segretario generale della Nato, Anders Rassmussen, ha convocato una riunione di emergenza per oggi pomeriggio per consultazioni sulla situazione in Libia. Secondo Le Monde non è escluso un intervento militare Usa nel Paese e intanto la Casa Bianca riferisce che Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna ed Italia sono determinate a mantenere consultazioni in modo da coordinare l'intervento sia per quanto riguarda gli aiuti umanitari, sia per quanto riguarda "il diritto del popolo libico a determinare il proprio destino". Questa mattina anche il presidente venezuelano Hugo Chavez ha dichiarato il suo appoggio all'"indipendenza libica".

Il governo libico ha cercato di sedare le rivolte applicando misure per fronteggiare l'aumento del caro-vita concedendo ad ogni famiglia un sussidio di 500 dinari (circa 290 euro) per coprire l'aumento del costo del cibo oltre ad indennità ed aumenti salariali. La misura non sarà sufficiente a sedare gli animi degli oppositori.

 

Parole chiave: proteste, insorti, Zawiyah
Categoria: Diritti, Guerra, Politica
Luogo: Libia