Tre indiani amazzonici hanno manifestato oggi a Londra assieme ai sostenitori di Survival, movimento che supporta lo sviluppo autonomo dei popoli indigeni, contro la costruzione di dighe che minacciano di distruggere la terra e le vite di migliaia di persone. I dimostranti si sono radunati davanti agli uffici della banca dello sviluppo brasiliana Bndes, principale finanziatrice del progetto.
L'indiana Sheyla Juruna ha dichiarato "Le dighe ci arrecheranno un danno culturale, sociale e ambientale irreversibile. Investendo nella loro costruzione, la Bndes investe nella distruzione dell'Amazzonia. Siamo trattati come animali e ci vediamo violare tutti i nostri diritti."
Nel frattempo un giudice brasiliano ha bloccato l'avanzare dei lavori della diga di Monte Belo, lungo il corso del fiume Xingu, che potrebbe diventare la terza più grande al mondo devastando un'ampia area di foresta. La costruzione della dighe di Monte Belo e Madeira in Brasile e di Pakitzapango in Perù rientra nell'ambizioso progetto brasiliano di capitalizzazione dell'energia idroelettrica al fine di sostenere una rapida crescita economica del paese.