07/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il ministro degli esteri austriaco: "Secondo i nostri esperti di diritto internazionale, un'estradizione alla Serbia è impensabile". Proteste in Austria e Bosnia

Il ministro degli esteri austriaco, Michael Spindelegger, ha definito "impensabile" l'estradizione in Serbia dell'ex generale bosniaco Jovan Divjak, arrestato lo scorso giovedì presso l'areoporto di Vienna mentre era in procinto di recarsi in Italia: qui avrebbe dovuto partecipare ad un incontro indetto dall'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti e dall'Associazione Percorsi di Pace. Il portavoce di Spindelegger ha fatto sapere che "il ministro è in costante contatto con il suo omologo bosniaco e ci auguriamo un rapido chiarimento della situazione".

Su Divjak pendeva un mandato di cattura, spiccato da Belgrado, per crimini di guerra.

L'arresto ha causato forti proteste in Bosnia ed Austria perchè Divjak, 73 anni, è considerato un eroe della difesa di Sarajevo durante la guerra civile del '92-'95 mentre i serbi lo accusano di avere preso parte ad un attentato che ha ucciso decine di soldati durante la ritirata dalla capitale bosniaca: l'ex generale ha sempre negato ogni coinvolgimento.

Il governo di Belgrado ha ricevuto una nota di protesta proveniente dal ministero degli Esteri bosniaco in cui si definisce il fermo come "un atto politico per relativizzare le colpe della Serbia nella guerra in Bosnia". Intanto è stata cancellata la visita prevista per oggi del ministro austriaco in Bosnia, ufficialmente per ragioni di salute.

 

 

 

Parole chiave: crimini di guerra, Sarajevo, Belgrado
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Austria