Lo tsunami che si è riversato sulle coste giapponesi a seguito del terremoto di questa mattina, che ha sfiorato i nove gradi della scala Richter, ha mietuto molte più vittime delle 40 annunciate in un primo momento dalla radio nazionale Nhk. Il primo ministro, Naoto Kan, aveva convocato nelle scorse ore una conferenza stampa riferendo di quanto gravemente fosse stato colpito il nord del Paese e, adesso, cominciano ad essere note le cifre: più di 200 cadaveri rinvenuti su una spiaggia dell'isola settentrionale di Honshu, dispersi 100 passeggieri che viaggiavano a bordo di una nave travolta dalle onde, un treno delle linea Sendai-Ishinomaki inghottito dalle acque.
Come se non bastasse, il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e ha fatto evaquare 3mila residenti dalla prefettura di Miyagi che ospita la centrale nucleare Onagawa, danneggiata dal terremoto, perchè il raffreddamento di uno dei reattori non sta procedendo come previsto mentre diversi incendi stanno divampando in diverse aree del Paese: si attende un aiuto dalle forze statunitensi stanziate nelle basi giapponesi.
L'ambasciatore italiano a Tokyo, Vincenzo Petrone, ha fatto sapere che si stima che nel Paese siano presenti 3mila italiani, attualmente ne mancano all'appello 28 ma si spera di avere loro notizie domani, quando la telefonia mobile riprenderà a funzionare.
Le Hawaii sono state le prime, dopo il Giappone, ad essere raggiunte dalle grandi onde ma fortunatamente non sono state registrate perdite perchè le autorità locali hanno avuto diverse ore per trasferire i residenti delle zone costiere dentro a scuole e centri comunitari.