Sono arrivati entrambi stremati, dopo un interminabile viaggio e una lunga attesa. Sono cugini, Abdul Ahad di 13 anni e Jawhar Mohammed di 20.
Erano al pascolo con le loro capre a sud di Lashkar Gah.
D'improvviso un elicottero ha sorvolato la zona e ha lanciato i flares, vale a dire bengala, che servono come "contromisura per l'abbagliamento dei sensori delle armi nemiche", come recita la prosa militare. Evidentemnete due pastori, che insieme fanno 33 anni, con il loro gregge di capre in mezzo al deserto, rappresentano una seria minaccia. O forse l'elicottero voleva solo festeggiare il Nawruz capodanno persiano del 21 marzo...
I bengala sono scintillati ed esplosi proprio vicino ad Abdul e Jawhar, ma questo dall'alto probabilmente non è stato notato.
Abdul ha ustioni di secondo e terzo grado sul viso, mano destra e ginocchio, mentre Jawhar ha ustioni di primo e secondo grado su un terrzo del suo corpo.
Non funzionando le reti telefoniche cellulari da circa una settimana in tutta questa provincia a sud dell'Afghanistan, per questioni di 'tattica' legate alla guerra, i due ragazzi non hanno potuto avvisare le loro famiglie dell'accaduto e sono rimasti per dodici ore nel campo dove si trovavano.
Solo la sera i loro padri sono riusciti a raggiungerli e portarli a casa. Solo dopo ventiquattro ore dopo l'incidente sono riusciti a raggiungere il nostro ospedale a Lashkargah, stremati.
Sono stati entrambi idratati e operati, per ora non riescono ancora a vedersi perché gli occhi non si riescono ad aprire per via del gonfiore del viso. Domani, dopo le cure e il riposo in un luogo pulito, speriamo si possano guardare.
Matteo Dell'Aira*
(*Coordinatore medico dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Helmand)