L'agenzia nucleare del governo di Tokyo ha comunicato di avere rilevato un'altissima concentrazione di iodio-131, 3.355 volte superiore al limite legale, in un campione di acqua marina prelevato a 300 metri dall'impianto nucleare Fukushima I.
Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, hanno fatto sapere che i due paesi continueranno la stretta collaborazione per affrontare la crisi nucleare, provocata dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo. Già durante la scorsa settimana, la ditta statunitense iRobot Corp. aveva inviato in Giappone quattro robot (modello PackBot e Warrior), utilizzati dall'esercito Usa in zona di guerra, per monitorare la centrale, rilevare materiali pericolosi e trasportare oggetti pesanti.
A diciannove giorni dal disastro si contano quasi 28 mila vittime e 175 mila sfollati: i morti accertati sono 11.232. Le operazioni di ricerca dei sopravvissuti sono state sospese nei 20 chilometri circostanti la centrale di Fukushima I. Affinché in futuro non possano ripetersi crisi nucleari simili, il governo giapponese ha disposto il controllo urgente dei 55 reattori sparsi sul territorio nazionale e sta valutando l'ipotesi di chiudere quattro reattori nella stessa centrale danneggiata.