30/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Carter sull'isola. Si cerca il dialogo o sono le prove tecniche per lo scambio di detenuti?

"Disponibili" al dialogo "su qualunque tema". Dubbi non ce ne sono più: Cuba manda a dire a Washington che la sua disponibilità a riaprire le trattative e sedersi a un tavolo è totale. La palla lanciata nei giorni scorsi dall'amministrazione dell'Havana nelle mani dell'ex presidente Usa, Jimmy Carter, in visita sull'isola, adesso passa a Washington.

Ovviamente il tutto è stato condita da un concetto fondamentale: l'uguaglianza. Sì, perchè dall'Havana Raul Castro, presidente della Repubblica, ha fatto sapere che il dialogo "dovrà essere egualitario, senza condizionamenti e con l'assoluto rispetto dell'indipendenza e della sovranità di Cuba".

Certo è che non è la prima volta che Castro esprime chiaramente la volontà di sedersi al tavolo delle trattative con gli statunitensi. Anzi, già poco tempo dopo aver preso possesso della presidenza del Paese, causa malattia di Fidel, Raul Castro aveva detto pubblicamente di voler riaprire il dibattito. Parlare dei rapporti bilaterali fra i due paesi e cercare di risolvere eventuali problemi, soprattutto quelli legati al pluridecennale problema del bloqueo

Di fatto, non è certo un buon momento per le razioni bilaterali. La condanna 15 anni di reclusione del cittadino americano Alan Gross, accusato di aver introdotto a Cuba strumenti per le comunicazioni satellitari proibiti nell'isola, non ha semplificato le cose. Anzi, se possibile le ha complicate. Ma la conversazione fra Castro e Carter ha affrontato molti altri argomenti. Come ad esempio la politica internazionale.

"Il mio obiettivo non è quello di riportare a casa Gross" ha detto Carter. Anche se, come sostenuto dallo stesso ex presidente Usa, l'argomento Gross è stato trattato con alcuni funzionari governativi. Di fatto sono molti quelli che credono che la missione di Carter fosse soprattutto incentrata alla risoluzione del problema Gross.

A riprova di questo ci sarebbe un incontro avvenuto negli Usa fra Carter e Hillary Cliinton. Ora bisognerà vedere come si svilupperà la vicenda detenuti, considerando che nelle galere Usa, in condizioni non del tutto perfette e dopo un processo che sono in molti a ritenere discutibile, ci sono cinque agenti dell'intelligence cubana.

Non sono mancati nemmeno i colpi di scena. Carter davanti alle telecamere delle tv cubane e internazionali accorse per filmare l'incontro, ha raccontato una storiella relativa al suo primo viaggio verso Cuba negli anni Cinquanta inseme alla moglie Rosalynn segno di enorme distensione fra i partecipanti all'incontro.
L'ex presidente Carter dovrebbe riuscire ad incontrare anche Fidel Castro che lo accompagno nella sua ultima vita a Cuba nel 2002. Sicuro invece l'incontro con l'Arcivescovo dell'Havana, cardinale Jaime Ortega.

Alessandro Grandi

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