Kazuma Yakota, addetto al ripristino della centrale di Fukushima I, ha descritto le condizioni di vita all'interno dell'edificio: a lavorare al suo interno "sono per lo più residenti, che sono stati anche vittime del terremoto. E' gente che ha perso tutto: il lavoro, la famiglia, gli amici. Il ripristino della centrale, o quanto meno la sua messa in sicurezza, è diventata la loro nuova ragione di vita".
Gli uomini affrontano una continua corsa contro il tempo tentando di ripristinare l'energia elettrica e allo stesso tempo irrorare le barre di combustibile nucleare affinché non si surriscaldino: "Prima di risolvere i problemi nella centrale passeranno senz'altro mesi, se non anni". Cibo, acqua e vestiti vengono consegnati sporadicamente da un pulmino inviato dalla Tepco, società che gestisce l'impianto, e si dorme su stuoie di piombo all'interno di un edificio "costruito per resistere alle radiazioni" ma in cui si "misurano spesso livelli di radioattività preoccupanti".
Il premier giapponese, Naoto Kan, ha fatto intanto sapere che la questione dell'energia nucleare sarà il tema principale del summit del G8, che si terrà il prossimo maggio a Parigi. Il Paese del Sol Levante rivedrà la propria politica energetica, ma solo "tra un po', quando l'emergenza sarà alle spalle".