Mentre riversa acqua contaminata in mare per eliminare la pozza radioattiva che si è formata presso i reattori di Fukushima, la Tokyo Electric Power Co (Tepco) riferisce in una nota che fin dal 2 aprile quantitativi di iodio-131 pari a 7,5 milioni la norma sono stati rilevati nelle acque davanti al reattore n.2 della centrale nucleare di Fukushima.
La scelta apparentemente paradossale di rilasciare comunque materiale radioattivo nel tratto di mare antistante alla centrale - chiarisce la Tepco - si spiega con il tentativo di liberare il bacino di stoccaggio per far posto all'acqua ancor più contaminata che fuoriesce dalla turbina del reattore numero 2. Al momento la Tepco non è riuscita a bloccare la perdita d'acqua dal reattore 2, che probabilmente passa attraverso fessure di un tunnel che conduce ad un pozzo. Oggi si proverà ad iniettare un agente chimico per solidificare la ghiaia.
Le operazioni di rilascio in mare riguardano 11.500 tonnellate di acqua contenente radioattività in quantità circa 100 volte superiore alla norma.
Il governo giapponese ha annunciato che monitorerà "con grande attenzione" la situazione dell'oceano nel tratto interessato. Nel corso della quotidiana conferenza stampa, il capo di gabinetto, Yukio Edano, ha aggiunto che "è una priorità verificare le conseguenze sulla flora e sulla fauna marina".
La buona riuscita dell'operazione è legata anche all'arrivo dell'isola galleggiante, previsto per la settimana prossima, dove si intende stoccare i liquidi radioattivi. A quella in arrivo, se ne dovrebbero aggiungere altre tre.
La Tepco si è anche detta disponibile a indennizzare residenti e agricoltori dell'area colpita dall'emergenza nucleare. Si tratta di circa 80mila persone per cui l'utility di Tokyo si è detta disponibile a rimborsare spese mediche e perdita di reddito a causa dell'evacuazione.