Secondo recenti stime realizzate dalla JP Morgan, la banca d'investimento internazionale, la Tepco, compagnia responsabile della centrale nucleare di Fukushima, potrebbe vedersi costretta al risarcimento di oltre 23 miliardi di dollari per i danni seguiti al terremoto/tsunami dello scorso 11 marzo. Il condizionale è d'obbligo dato che, come mettono in luce alcuni esperti, la legge in Giappone prevede l'esenzione dal pagamento degli indennizzi qualora l'incidente sia stato causato da un disastro naturale con conseguenze inevitabili.
La Tepco, il cui valore azionario è crollato, nell'ultimo mese, del 75 per cento, è ora impegnata per arginare la fuga di materiale radioattivo proveniente dalla centrale, che in parte è già stata rilasciato in modo "controllato" nell'oceano. In attesa di verificare se quanto avvenuto l'11 marzo possa essere considerato un disastro naturale inevitabile, dunque esente dal risarcimento dei danni, la compagnia che gestisce la centrale nucleare di Fukushima ha oggi innalzato da 5 a 7 il livello di gravità dell'incidente, equiparandolo dunque al grave disastro di Cernobyl.