14/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Contestate le leggi in materia giuridica del rappresentante della comunità internazionale. Inzko parla di decisione ‘irresponsabile’

Nella Repubblica Srpska (Rs), l'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina, si è aperto il dibattito sulla legittimità delle leggi imposte dal rappresentante della comunità internazionale, e il parlamento ha deciso di tenere un referendum in cui sia la popolazione a stabilirne l'effettiva validità. La questione riguarda in particolare la normativa a carattere giuridico. La proposta è stata messa ai voti dal presidente dei serbi-bosniaci, Milorad Dodik, ed è stata approvata con 66 voti favorevoli su un totale di 83 deputati. Non si conosce ancora la data fissata per la consultazione.

Immediata la reazione dell'Alto rappresentante della comunità internazionale in Bosnia, l'austriaco Valentin Inzko, per il quale "la decisione del parlamento della Republika Srpska di avviare un'iniziativa che va contro una parte essenziale degli accordi di pace di Dayton è irresponsabile". Il rappresentante internazionale è una figura particolarmente contestata dai serbi di Bosnia, che lo accusano di essere anti-serbo.

Parole chiave: bosnia, erzegovina
Categoria: Diritti
Luogo: Bosnia Erzegovina