15/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Si del parlamento Usa alla manovra che prevede tagli per 38,5 miliardi di dollari. Il presidente Obama:"Abbiamo operato per il futuro dei nostri figli"

Il Congresso statunitense ha raggiunto uno "storico accordo" con la Casa Bianca sulla legge finanziaria del 2011 che, con un taglio alla spesa di 38,5 miliardi di dollari, il più consistente mai operato in un solo anno fiscale, ha permesso di evitare la paralisi del governo americano.

La legge, passata alla Camera dei rappresentanti per 260 voti favorevoli, ha ricevuto il voto contrario dell'ala più conservatrice della maggioranza repubblicana, che chiedeva un taglio ben più consistente, di oltre 60 miliardi, di quello proposto dal governo. Tra i 59 deputati repubblicani contrari figurano anche 28 membri del Tea Party, il movimento politico populista emerso negli Usa nel 2009.

Sempre contrari, ma per ragioni opposte, 108 deputati democratici, esponenti dell'ala più liberale del partito, indignati per la facilità con cui la Casa Bianca ha ceduto sul fronte dei tagli alla spesa pubblica, considerati eccessivi. Il presidente Barak Obama, che oggi firmerà la legge, ha ringraziato i parlamentari dei due schieramenti per aver operato "in nome del futuro dei figli di tutta l'America", aggiungendo che "alcuni tagli saranno dolorosi". "Non li avrei fatti - ha poi continuato -  se fossimo in una situazione migliore. Ma vivere sulla base dei nostri mezzi è il solo modo per poter proteggere gli investimenti che renderanno gli Stati Uniti competitivi e proteggeranno il futuro dei nostri figli".