18/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il IV congresso del Partito comunista cubano getta le basi per la Cuba del fututo e promette più spazio per i giovani e terre per i contadini.

Fra mezze ammissioni e oggettive realtà il IV congresso del Partito Comunista Cubano sta decidendo le sorti dell'intero Paese.
Non c'è Fidel, il Lider Maximo, per via della malattia che nel 2006 lo costrinse ad abbandonare tutte le cariche pubbliche a consegnare le redini del partito nelle mani di Raul, suo fratello. Per il resto ci sono davvero tutti. Tutti i politici che contano, i comandanti e mille delegati in rappresentanza di tutto il Paese.
Il congresso è di quelli importanti per due ragioni. La prima è che da troppi anni non se ne vedeva uno. La seconda è che probabilmente questa volta e senza mezzi termini il Congresso sarà in grado di decidere e deliberare il nuovo programma socio politico per il Paese. Una Nuova rivoluzione, sempre di stampo socialista ci mancherebbe, che però strizzerà l'occhio al capitalismo e darà maggiori responsabilità alla popolazione.

E' stato abbastanza duro in certe affermazioni il presidente cubano Raul Castro. Ha fatto mea culpa, sostenendo che sì, la rivoluzione ha avuto delle mancanze negli ultimi anni. Il paese deve essere riformato, ormai di tempo ne rimane poco. Altrimenti rischia il fallimento e insieme a lui tutte le idee che lo hanno portato fino a qui oggi. Castro lo sa bene e alla platea che lo seguiva ha detto che Cuba "deve essere riformata". Minore burocrazia, più aperture al libero mercato. Non solo: al via anche la compravendita privata di case e automobili. Decine di professioni sono state liberalizzate e a breve verrà abolita anche la Tarjeta de abastecimiento, la famosa tessera con cui si potevano comprare generi di prima necessità a prezzi irrisori e comunque in gran parte finanziati dallo Stato. E poi, il colpo di teatro. Stop alla carica politica a vita. Due i mandati che verranno concessi ai rappresentanti politici e di soli cinque anni l'uno. Come dire: chi vorrà impegnarsi per la Rivoluzione lo potrà fare solo per un massimo di dieci anni. Su tutte le nuove riforme previste e che verranno deciso all'interno del congresso ci sarà una commissione appositamente costituita che nel corso dei prossimi anni vigilerà sull'attuazione del programma.

Ma oltre al cambio generazionale la vera novità, forse la più clamorosa, riguarda la distribuzione delle terre incolte ai contadini che potranno riunirsi in cooperative, come racconta Alfredo Somoza dell'Icei. "Ho trovato nella distribuzione delle terre ai contadini un grande elemento di novità" dice Somoza. "Beh, consegnare fino al 40 per cento delle terre ai contadini che potranno costituire cooperative la trovo una grande novità. E' un modello diverso rispetto a quello attuato fino a ora. La scelta, poi, della forma cooperativa, è una buona novità. Sappiamo che una cooperativa distribuisce i guadagni fra i soci, quindi i cubani avrebbero tutti gli 'incentivi' per impegnarsi a fondo nel lavoro e nella cooperativa. Anche perché il mercato alimentare è quello più importante in questo momento a Cuba. E tutto questo darebbe una forte mano all'economia senza dover per forza arrivare alla privatizzazione della terra. Questo è qualcosa di interessante rispetto al modello di partenza e potrebbe far ottenere risultati positivi per quanto riguarda il problema della produzione alimentare nel Paese".

Alessandro Grandi

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