19/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Un gudice ucciso, avvocati e testimoni minacciati. Pretendere giustizia in Colombia resta un mestiere davvero pericoloso

 

Gloria Constanza Gaona Rangel era un giudice coraggioso e testardo, che stava portando avanti il caso dei tre bambini uccisi da Raúl Muñoz, sottotenente dell'esercito regolare qualche mese fa in un sperduta località dell'Arauca, Tame. È stata assassinata con cinque colpi di pistola che l'hanno uccisa sul colpo. È accaduto il 22 marzo scorso, un mese fa, a Saravena, medesimo dipartimento: Arauca. Da allora la mobilitazione è stata di massa e tanto è stato fatto da associazioni di avvocati, difensori di diritti umani, Ong, che il caso è stato spostato a Bogotà, dove l'influenza di chi vuol far tacere i testimoni e insabbiare il caso dovrebbe essere meno forte.

I familiari dei tre bambini, infatti, non solo sono piegati dal dolore, ma anche dallo spavento per le continue minacce di morte che ricevono nel tentativo di costringerli a ritirare la denuncia contro il militare. Un caso, questo, in cui entrano in gioco grandi poteri, che non lasciano fuori nemmeno l'Esecutivo. Olga Silva, avvocato appunto dei parenti dei t ra piccoli stuprati e ammazzati, ha accusato il Governo di Bogotà di non dare né protezione né garanzie a quei giuristi che lottano e difendono i diritti umani. In un'intervista esclusiva a TeleSUR, Silva ha dichiarato che "è vergognoso il fatto che debbano accadere episodi tanto gravi prima di arrivare a fare riflessioni del genere. L'assassinio della giudice dimostra una volta ancora che in Colombia non ci sono garanzie per chi lavora per chiedere giustizia". Per l'avvocato non sono sufficienti le dichiarazioni di diniego rilasciate da Palazzo Narino subito dopo l'omicidio Rangel, "qui c'è bisogno di misure concrete di prevenzione, in  modo che non si aspetti l'ennesima minaccia per muoversi", ha precisato.

"Esercitare il diritto alla Giustizia è diventato una condanna a morte per coloro a cui ci si rivolge per averla, che si tratti di funzionari giudiziari o di avvocati - ha aggiunto -. Speriamo che non succeda niente altro, ma intanto abbiamo avvertito la Procura e le associazioni dei diritti umani, a tutti abbiamo detto che pensiamo non esserci le garanzie sufficienti affinché il processo si possa svolgere nel distretto di Arauca". E quindi una speranza: "che lo Stato fissi subito la data dell'udienza per dare continuità all'udienza preliminare e offra protezione ai testimoni e ai familiari del giudice".

Quel giudice che dava tanto fastidio, denunciando qualsiasi intoppo incontrasse nelle sue indagini. Erano di febbraio le accuse di manovre dilatorie rivolte alla Difesa militare che si occupa di difendere Muñoz. E non erano isolate. E dopo minacce, intimidazioni, ricatti, l'omicidio. Che purtroppo non è un caso isolato. Sono tanti i funzionari di Giustizia che quotidianamente sono oggetto di vessazioni e gesti minatori. Secondo fonti di stampa colombiana, negli ultimi tre anni sono stati assassinati almeno 13 funzionari del settore giudiziario, e due sedi sono state attaccate con attentati dinamitardi. E non solo. Il Consiglio superiore della Magistratura ha informato che cinque giudici sono stati uccisi in quattro anni e 750 sono sotto minaccia.

Stella Spinelli

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