Nel giorno in cui il senatore repubblicano, ex candidato alla presidenza, John McCain, vola a Bengasi per incontrare le forze ribelli del Consiglio nazionale transitorio, il Pentagono fa sapere che dalla Casa Bianca è giunto l'ok per l'invio di droni in Libia. Si tratta dei famosi "Predator", velivoli da guerra sprovvisti di pilota, dal funzionamento elettronico, già impiegati dagli Usa nelle operazioni militari in Afghanistan e Pakistan.
Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa, Robert Gates, che non si è però sbilanciato circa la possibile relazione tra l'autorizzazione di Obama e l'uccisione, avvenuta mercoledì a Misurata, dei due giornalisti occidentali. Il segretario di Stato Hilary Clinton ha però parlato di "attacchi feroci" da parte delle forze libiche che avrebbero fatto uso di bombe a grappolo, ed ha giustificato l'invio di droni in ragione della "situazione umanitaria" vissuta in questo momento dalla Libia.
La Nato ha intanto annunciato che la prossima fase di bombardamenti contro il colonnello Muammar Gheddafi si concentrerà sulle linee di comunicazione, già interrotte nei giorni scorsi da un raid della coalizione, secondo quanto riportato dalla tv di stato libica. Nel frattempo un inviato della Cnn ha riferito di forti esplosioni udite nella notte a Tripoli, sorvolata da caccia Nato, che avrebbe intensificato gli attacchi contro la Libia.