Scattano le sanzioni dell'Unione europea contro la Siria, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale Ue. É stato deciso il congelamento dei beni per gli esponenti del regime ritenuti responsabili della "repressione violenta contro la popolazione civile".Tra i nomi in lista (tredici in totale) compare al primo posto il fratello minore del presidente siriano, Maher al Assad - a capo della Guardia repubblicana -, seguito dal capo dell'intelligence Ali Mamlouk, e dal neoministro dell'Interno, Mohammad Ibrahim al-Chaar. Assente il presidente Bashar al-Assad.
Come misura ulteriore per indurre a una cessazione della violenza nei confronti dei manifestanti, l'Unione europea ha varato un embargo sulla fornitura di armi alla Siria. "Sono vietati - si legge sulla Gazzetta ufficiale - la vendita, la fornitura, il trasferimento alla Siria o l'esportazione in questo Paese di armamenti e materiale connesso di qualsiasi tipo, (...) nonché materiale che potrebbe essere utilizzato a fini di repressione interna".
Nel frattempo continua la protesta antigovernativa in numerose città della Siria. Nell'ovest del Paese, colonne di carri armati si stanno dirigendo verso Hama, mentre nella notte sono stati arrestati alcuni attivisti dell'opposizione a Damasco. Nella notte infatti centinaia di manifestanti hanno sfilato per le vie della capitale, chiedendo la fine dell'assedio da parte dell'esercito. Altri arresti sono avvenuti anche a Homs e Banias, (assediata a sua volta).
Infine, è stata convocata per oggi da alcuni gruppi di opposizione una nuova giornata di proteste contro Assad, secondo quanto riferito dall'emittente satellitare al-Arabiya. La stessa tv di Dubai ha reso noto che in queste ore i carri armati dell'esercito sono entrati ad al-Muaamadia, un quartiere periferico di Damasco.