17/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Consiglio dei Ministri nell'isola: da oggi le aziende private potranno contattare e contrattualizzare lavoratori

Via alle assunzioni di lavoratori: da oggi a Cuba le imprese private potranno iniziare a contattare personale da avviare al lavoro.

Questa è una delle tante novità introdotte da qualche tempo dal governo dell'Havana nell'ambito del processo di rinnovamento socio economico, che vedrà di sicuro il mondo del lavoro come protagonista indiscusso del cambiamento. Così come protagonista resterà sempre e comunque socialista la base della politica cubana.

E sono i numeri a fare impressione: fino al 2009, infatti, lo Stato cubano amministrava una forza lavoro pari all'85 per cento dei contratti presenti. Oggi, se ne vuole quasi completamente sbarazzare in modo da snellire una delle macchine burocratiche più mastodontiche del pianeta.

Nel frattempo, Cuba si prepara a vedere forti incrementi di denaro per le ansimanti casse statali, nonostante l'aumento continuo dei prezzi dei beni importati abbia di fatto gonfiato le fatture da pagare.

Ma ormai la grande macchina del cambiamento è partita e difficilmente potrà fermarsi. Come hanno annunciato i membri del Consiglio dei Ministri lunedì scorso. Sotto il controllo vigile di Raùl Castro i ministri hanno illustrato i miglioramenti parziali del bilancio statale arrivati grazie ad alcune liberalizzazioni come la libera vendita di zucchero, uova e pane e riso.

Inoltre, il Consiglio ha voluto snocciolare i dati relativi ai primi cinque mesi di "nuovo corso economico", dimostrando come da ottobre 2010 a marzo 2011 siano state rilasciate 180mila nuove licenze per lo svolgimento del lavoro autonomo. Moltissime se si considera che il progetto è appena partito, poche se vogliamo considerare che il riassorbimento nel settore privato dei lavoratori statali dovrebbe occuparsi di almeno un milione di persone. Per questa ragione Castro ha fatto sapere che ci vorrà un po' più di tempo, rispetto alle previsioni, per dare una 'forma' al settore. Lo stesso Raùl Castro ha ammesso una certa impreparazione di base nell'esecuzione del progetto economico statale.

Intanto, ha continuato a fornire dati. Fino all'8 aprile scorso erano già 201.116 i nuovi lavoratori in proprio. Trecentouno mila se si contano anche quelli che avevano potuto ottenere questo beneficio già prima delle liberalizzazioni dell'ottobre 2010.

C'è un neo in tutto questo: liberalizzando la vendita di alcuni beni, è inevitabile l'aumento dei prezzi. E così è avvenuto per carburanti e alimentari, facendo spendere alle casse cubane alcune centinaia di milioni di dollari. Ma è l'effetto del mercato libero appena nato, nell'attesa che si stabilizzino i prezzi.

C'è dell'altro. Il Consiglio dei Ministri avrebbe deciso di estendere la possibilità di assumere lavoratori a tutte le attività dei settori non statali e aumentare in questo modo la flessibilità del lavoro autonomo.

 

Alessandro Grandi

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