18/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Scrutini contestati dall'opposizione che invita alla rivolta anti-regime. Circondata la sede della Commissione elettorale, Berisha: "Atto gravissimo". Il monito dell'Ue: "Risultati al più presto"

La capitale albanese sta vivendo momenti di alta tensione, dopo lo scoppio questa mattina di violenti scontri tra deputati dell'opposizione e forze di polizia, giunte davanti la sede della Commissione elettorale centrale (Cec) completamente assediata dai socialisti. La protesta è scattata in seguito alla decisione della Cec di verificare alcune schede, relative alle elezioni municipali dello scorso 8 maggio, finite nelle urne sbagliate, mentre i leader della sinistra albanese sostengono la vittoria a sindaco di Tirana di Edi Rama con uno stacco di 10 voti sul rivale di destra.

"Circondare le istituzioni è un atto gravissimo, che avrà gravissime conseguenze", questo il commento del presidente Sali Berisha, che ha invitato i socialisti a porre fine alla protesta capeggiata dallo stesso Rama, il quale ha inoltre lanciato un appello alla popolazione a "scendere in piazza e unirsi in una rivolta contro il regime dittatoriale" dell'attuale presidente.

Intanto, da Bruxelles giunge l'esortazione a concludere al più presto e "secondo le regole" lo scrutinio dei voti, per "poter avere i risultati certi". Natasha Butler, portavoce del commissario Ue all'Allargamento, Stefan Fule, ha voluto ribadire l'importanza che rivestono tali elezioni, considerate un banco di prova per la candidatura dell'Albania all'Ue.

Parole chiave: Albania, elezioni, Sali Berisha, Edi Rama
Categoria: Elezioni, Politica, Popoli
Luogo: Albania