La capitale albanese sta vivendo momenti di alta tensione, dopo lo scoppio questa mattina di violenti scontri tra deputati dell'opposizione e forze di polizia, giunte davanti la sede della Commissione elettorale centrale (Cec) completamente assediata dai socialisti. La protesta è scattata in seguito alla decisione della Cec di verificare alcune schede, relative alle elezioni municipali dello scorso 8 maggio, finite nelle urne sbagliate, mentre i leader della sinistra albanese sostengono la vittoria a sindaco di Tirana di Edi Rama con uno stacco di 10 voti sul rivale di destra.
"Circondare le istituzioni è un atto gravissimo, che avrà gravissime conseguenze", questo il commento del presidente Sali Berisha, che ha invitato i socialisti a porre fine alla protesta capeggiata dallo stesso Rama, il quale ha inoltre lanciato un appello alla popolazione a "scendere in piazza e unirsi in una rivolta contro il regime dittatoriale" dell'attuale presidente.
Intanto, da Bruxelles giunge l'esortazione a concludere al più presto e "secondo le regole" lo scrutinio dei voti, per "poter avere i risultati certi". Natasha Butler, portavoce del commissario Ue all'Allargamento, Stefan Fule, ha voluto ribadire l'importanza che rivestono tali elezioni, considerate un banco di prova per la candidatura dell'Albania all'Ue.