16/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Un crudo e surreale video dei guerriglieri ceceni mostra la follia della guerra
Sergei AbramovDopo il clamoroso attentato separatista che due mesi fa ha ucciso il presidente ceceno filo-russo Akhmad Kadyrov, il Cremlino aveva nominato come suo successore ad interim Sergei Abramov. Su di lui incombeva fin dall’inizio l’ombra di una condanna a morte da parte della guerriglia indipendentista cecena, il cui leader, l’ex presidente Aslan Maskhadov, aveva pubblicamente dichiarato: “Chiunque prenderà il posto di Kadyrov farà la sua stessa fine”. L’altro ieri questa sentenza di morte è stata eseguita, anche se il condannato si è salvato per miracolo. Una potentissima bomba è esplosa nel centro di Grozny al passaggio del convoglio presidenziale. L’auto su cui viaggiava Abramov è stata investita frontalmente dallo scoppio: una delle sue guardie del corpo è morta e tre sono in fin di vita. Lui, Abramov, è rimasto incredibilmente illeso.
 
Mentre la capitale cecena veniva scossa da questo attentato, in lontananza si udiva il rombo dei cannoni e dei bombardamenti di una delle più sanguinose e lunghe battaglie degli ultimi mesi. Forze russe e guerriglieri ceceni si sono affrontate in campo aperto per oltre ventiquattro ore di fila, da lunedì mattina a martedì mattina, nei pressi del villaggio di Avtury, una ventina di chilometri a sud-est di Grozny, ai piedi della catena montuosa del Caucaso, la zona in cui nelle ultime settimane si sono verificati i più furiosi combattimenti. Almeno ventiquattro guerriglieri e diciannove soldati sono rimasti uccisi.
 
Soldati russi in CeceniaQuesta escalation di violenza è solo l’aspetto più eclatante di un conflitto fatto di scontri e agguati quotidiani che producono uno stillicidio di morti da entrambe le parti combattenti, e che, questo è l’aspetto più drammatico, sono accompagnati dalla sistematica persecuzione delle forze russe nei confronti della popolazione civile cecena, vittima di rastrellamenti, arresti di massa, pestaggi, torture, stupri, saccheggi e rapimenti. Una guerra che in dieci anni ha ucciso almeno duecentomila ceceni e ventimila soldati russi e ha prodotto una spirale di odio e disprezzo reciproco tale da trasformare questa piccola regione, grande come l’Umbria, nel palcoscenico di una delle più disumane, e ignorate, tragedie dei nostri giorni.
 
Una barbarie in cui, a parte le sofferenze inflitte ai civili innocenti, non ci sono torti e ragioni, buoni e cattivi, ma solo due parti che mirano all’eliminazione reciproca, che uccidono ormai per abitudine, per professione, che considerano il proprio nemico come una bestia assetata di sangue che va abbattuta senza esitazione, e con orgoglio. I russi dipingono i ceceni come una ‘razza inferiore’, quasi sub-umana e animalesca, un popolo di barbari incivili, banditi, criminali e terroristi. I ceceni vedono i russi come violenti e disumani aggressori, alcolizzati e drogati, invasori, torturatori e stupratori, come gli arroganti usurpatori della loro libertà. Nessun dialogo sembra possibile tra questi due acerrimi nemici, dediti solo all’eliminazione fisica reciproca, entrambi vittime dell’assurda follia della guerra.
 
Una follia perfettamente e drammaticamente rappresentata da un video autocelebrativo della guerriglia cecena, prodotto e diffuso da una televisione locale filo-indipendentista, la Nizam Tv. Il titolo in russo è Nepokorimyi Narod, Nazione Indomita. Un lupo di montagna che ulula e ringhia simboleggia lo spirito guerriero del popolo ceceno, solitamente contrapposto all’orso russo. Le crude riprese, fatte dai cameraman della guerriglia, dei blindati russi che saltano in aria, uno dopo l’altro, sulle mine anticarro o sulle bombe telecomandate fatte esplodere al passaggio dei convogli militari nemici, si alternano alle immagini di bambini ceceni che ballano la danza tipica del posto, la Lezginka, il cui ossessionante ritmo fa da sottofondo fisso a tutto il filmato. Una folle danza di guerra.
 
Enrico Piovesana
Categoria: Guerra
Luogo: Cecenia (Russia)