La Foxconn, compagnia di Taiwan specializzata nell'assemblaggio di pezzi elettronici e principale partner asiatico della Apple, ha annunciato oggi la sospensione di tutte le attività nella fabbrica di Chendu, in Cina, coinvolta nell'incidente dello scorso venerdì: un'esplosione che ha causato la morte di tre dipendenti e il ferimento di altre 15 persone.
I vertici dell'azienda hanno comunicato di voler "attendere i risultati dell'indagine sulle cause dell'accaduto", che, secondo i primi accertamenti, potrebbe essere stato "causato da un'esplosione di polvere combustibile in un condotto". La Foxconn, che solo in Cina ha all'attivo 900 mila dipendenti, era già stata al centro del dibattito lo scorso anno, a causa del numero crescente di suicidi tra coloro che vi lavorano: tutti ragazzi tra i 18 e i 24 anni che, afflitti dal trattamento disumano sul posto di lavoro, hanno preferito uccidersi.