24/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La compagnia di Taiwan, leader nell'assemblaggio di prodotti elettronici, in attesa dei risultati dell'indagine sull'esplosione che ha ucciso tre persone. Alle sue dipendenze 900mila cinesi

La Foxconn, compagnia di Taiwan specializzata nell'assemblaggio di pezzi elettronici e principale partner asiatico della Apple, ha annunciato oggi la sospensione di tutte le attività nella fabbrica di Chendu, in Cina, coinvolta nell'incidente dello scorso venerdì: un'esplosione che ha causato la morte di tre dipendenti e il ferimento di altre 15 persone.

I vertici dell'azienda hanno comunicato di voler "attendere i risultati dell'indagine sulle cause dell'accaduto", che, secondo i primi accertamenti, potrebbe essere stato "causato da un'esplosione di polvere combustibile in un condotto". La Foxconn, che solo in Cina ha all'attivo 900 mila dipendenti, era già stata al centro del dibattito lo scorso anno, a causa del numero crescente di suicidi tra coloro che vi lavorano: tutti ragazzi tra i 18 e i 24 anni che, afflitti dal trattamento disumano sul posto di lavoro, hanno preferito uccidersi.

 

Parole chiave: Cina, lavoro, diritti
Categoria: Diritti, Popoli, Economia
Luogo: Cina