"Con l'arresto di Ratko Mladic la porta dell'Unione Europea è ora aperta per la Serbia, l'Europa ci accolga". Lo ha dichiarato oggi in conferenza stampa il presidente serbo Boris Tadic, dopo aver confermato la cattura di Ratko Mladic, l'ex generale serbo bosniaco accusato di genocidio e crimini contro l'umanità. A questo proposito, Tadic si è congratulato con le forze di sicurezza locali, i servizi segreti, la procura per i crimini di guerra e altri organi che hanno collaborato all'operazione. "Dall'inizio della creazione di questo governo nel 2008 - ha commentato il presidente serbo - senza sosta, ogni giorno, gli organi inquirenti hanno lavorato per giungere alla cattura di tutti i criminali latitanti, per chiudere definitivamente il capitolo della collaborazione con il Tribunale dell'Aja".
Tadic ha annunciato ai giornalisti che è già in corso la procedura per l'estradizione dell'ex generale al Tpi (Tribunale penale internazionale dell'Aja), e che il prossimo ad essere nel mirino è Goran Hadzic, l'ultimo criminale di guerra serbo ancora latitante. Tadic ha poi aggiunto che "devono ancora essere stabilite quali sono state le persone, anche nel governo, che hanno aiutato Mladic e gli altri ricercati a nascondersi in tutti questi anni".
Grande soddisfazione è stata espressa dai leader dei principali governi e delle più importanti organizzazioni internazionali. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, parla di "giorno storico", e dalla Casa Bianca arrivano le congratulazioni per il successo dell'operazione. Anche l'Unione Europea plaude all'arresto di Mladic: il presidente dell'europarlamento, Jerzy Buzek, ritiene che la cattura dell'ex generale darà "nuovo impeto al processo di adesione della Serbia all'Unione", e José Barroso - a capo dell'esecutivo Ue - l'ha definita una "grande notizia".