Adesso ci sono pochi dubbi: quella che è considerata una delle ultime colonie al mondo, l'isola di Portorico, potrà finalmente autodeterminarsi. La notizia giunge in un momento di fermento politico e alcuni giorni dopo la visita del presidente Usa Barack Obama a San Juan.
Il Comitè de Descolonizacion delle Nazioni Unite, ha approvato una risoluzione che sottolinea il diritto all'autodeterminazione dell'isola di Portorico. Oggi lo status dell'isola la vede come uno Stato Libero e Associato agli Usa nonostante abbia un governo proprio.
Chiaro il testo della risoluzione. "Portorico è uno stato Latinoamericano e caraibico che ha una propria e inconfondibile identità nazionale", per queste ragioni l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è chiamata a "esaminare in maniera amplia e in tutti i suoi aspetti il caso, pendente dal 1970.
Il testo Onu prevede anche che chi ha combattuto per l'indipendenza dell'isola venga rilasciato dalle carceri.
Un altro importante aspetto riguarda l'isola di Vieques che secondo la risoluzione dovrà essere totalmente decontaminata. La piccola isola a poche miglia dalle coste di Portorico, infatti, per oltre 60 anni è stata occupata e teatro delle manovre militari della Marina da Guerra degli Stati Uniti. Oggi l'isola è considerata una dei luoghi più inquinati del mondo e sotto le acque che la bagnano e sulla terra ferma ci sono ancora decine di migliaia di ordigni, alcuni inesplosi. L'isola è talmente tanto contaminata che l'incidenza dei tumori è di gran lunga superiore a qualsiasi altro luogo del continente.
Come detto la risoluzione è stata approvata senza ricorrere a votazioni ma grazie all'appoggio incondizionato dei Paesi Latinoamericani e dei 'non allineati' (Cuba, Venezuela, Nicaragua, Bolivia ed Ecuador).
Non solo. Prima di giungere ad una decisione il Comitè ha ascoltato molte organizzazioni politiche e della società civile sia portoricane che statunitensi.
Soddisfazione è stata espressa dal Movimiento Indipendentista Nacional Hostosiano. Il suo portavoce ha fatto sapere che "Portorico ha la necessità di arrivare urgentemente alla sua completa indipendenza".
Osvaldo Martinez Toledo, a capo dell'ordine degli Avvocati, ha fatto sapere che un'Assemblea Costituente godrebbe di un ampio consenso tra la popolazione e le strutture politiche".
Tutte le realtà che hanno combattuto fino a oggi per l'indipendenza reale da Washington, però, sono d'accordo su una questione: se ci sarà un referendum popolare per decidere lo status dell'isola dovranno poter votare anche i cittadini portoricani che vivono all'estero, soprattutto negli usa.
Si calcola infatti, che più di 4,5 milioni di cittadini di origine portoricana vivono all'interno dei confini Usa.
Alessandro Grandi