Nel giorno in cui l'operazione "Unified Protector"- lanciata dalla Nato contro gli obiettivi militari del regime di Muammar Gheddafi - entra nel suo centesimo giorno, i ribelli proseguono la loro avanzata verso Tripoli.
Durante la notte si sono verificati scontri tra le milizie degli insorti e le truppe del Colonnello a circa 80 chilometri a sud-ovest della capitale. La battaglia si è concentrata nella città di Bir al-Ghanam, considerata strategica per una successiva marcia su Tripoli. Lo ha reso noto un portavoce dei ribelli dalle montagne di Nafusa, Guma el-Gamaty, nel corso di un'intervista alla Bbc.
Sempre secondo la Bbc, gli insorti stanno rafforzando le loro posizioni. Per il ministro della Difesa del Cnt di Bengasi, Jalal al-Dgheli, i ribelli si sarebbero affidati agli uomini delle montagne, costretti dalla carenza di armi. "Quello che abbiamo appreso da chi ha disertato - ha spiegato - è che i sostenitori di Gheddafi stanno diminuendo, le persone che sono vicine a lui lo stanno abbandonando e il suo circolo ristretto si sta restringendo giorno dopo giorno". Jalal al-Dgheli ha poi ventilato l'ipotesi di un'avanzata da est, vicino a Brega, verso Tripoli.
Dall'agenzia di stampa ufficiale libica Jana, intanto, arriva la notizia di nuovi raid aerei su Tripoli durante la notte. Al momento non sono riportate notizie di vittime o di danni a proprietà pubbliche o private. Infine, in queste ore la Corte Penale Internazionale sta decidendo se emettere un mandato d'arresto contro Muammar Gheddafi. Le accuse sono di crimini contro l'umanità commessi durante la repressione delle rivolte.