Partirà oggi in Bosnia l'annuale Marcia della Pace, nell'ambito delle celebrazioni per l'anniversario del massacro di Srebrenica, nel quale ottomila musulmani furono uccisi dalle truppe serbe del generale Ratko Mladic. Migliaia di persone si inerpicheranno tra le montagne, per compiere a ritroso il percorso lungo il quale i musulmani tentarono la fuga da Srebrenica, dirigendosi verso il villaggio bosniaco di Nezuk. La marcia si snoda per settanta miglia (110 chilometri) e si concluderà nella serata di domenica. Sono previsti per quest'anno 6.500 partecipanti, tra i quali anche alcuni sopravvissuti alla "marcia della morte" di sedici anni fa. Nella giornata di lunedì si terrà poi una cerimonia di commemorazione, e verranno tumulate - nel corso di un rito funebre collettivo - altre 613 salme, estratte dalle fosse comuni e identificate grazie alle analisi del Dna.
La Marcia della Pace si tenne per la prima volta nel 2004, quando un gruppo di circa settecento superstiti del cammino compiuto anni prima volle ripercorrere il percorso verso Srebrenica, raccotando ai propri figli e amici come erano riusciti a sfuggire ai cecchini, ai colpi di mortaio e alle imboscate dei serbi, e come erano sopravvissuti mangiando bacche e bevendo l'acqua dei fossi. Da allora la marcia divenne una tradizione, e il numero dei partecipanti cresce di anno in anno. Durante il percorso, a tratti ci si ferma per una preghiera accanto alle fosse comuni, oppure per ascoltare le storie dei sopravvissuti.
Nel 1995 Srebrenica - città a maggioranza musulmana - era un'enclave in territorio serbo sotto la tutela dell'Onu. Le truppe delle Nazioni Unite non opposero però resistenza quando gli uomini di Mladic invasero al città, l'11 luglio1995. Le truppe serbe uccisero ottomila musulmani tra uomini e bambini, mentre altre 15.000 persone fuggivano attraverso i boschi e marciavano verso ovest, cercando la salvezza nel villaggio di Nezuk (sotto il controllo bosniaco). Durante la fuga, molti di loro caddero vittime degli assalti da parte dei soldati serbi.