"Più che di un allarme negli Usa stiamo parlando di un braccio di ferro" dice Andrea di Stefano direttore di Valori.
"L'allarme sui conti pubblici è un po' strumentale, perchè si tratta solo di un forte braccio di ferro fra le parti sulla questione del budget. I repubblicani vogliono imporre a tutti i costi i tagli alla spesa e in generale dei tagli di bilancio e Obama che cerca in tutti i modi di raggiungere un punto di equilibrio che non lo penalizzi eccessivamente sul fronte del consenso elettorale soprattutto per quanto riguarda la sua parte politica, i democratici".
E tutto questo come si riflette poi nella società statunitense a livello economico?
"Se effettivamente non dovessero riuscire a trovare un accordo e ci fosse di fatto una sorta di esercizio provvisorio avrebbe delle ripercussioni molto pesanti. Alla fine è più un braccio di ferro ad alto rischio per costringere i repubblicani ad accettare un punto di equilibrio. Se si raggiungerà un punto di equilibrio, come facilmente avverrà, non ci saranno ripercussioni particolari per l'economia Usa. Oggi Washington ha ben altri problemi da risolvere che sono quelli riconducibili all'indebitamento che nel frattempo è cresciuto in modo considerevole per effetto della crisi.
Il fatto che si sia sfiorato il default cosa vuol dire?
Quello che gli Usa chiamano default non è proprio un default. Di fatto si paralizza lo Stato. Cioè lo Stato non ha più poteri. Non può fare più ciò che faceva prima. Ad esempio non può deliberare il rimborso dei titoli in scadenza. Questo non perchè ci sia fallimento tecnico reale, ma perchè si ritroverebbero in una sorta di esercizio provvisorio. Una situazione simile a quella italiana se entro il 31/12 lo Stato non fosse in grado di presentare la legge Finanziaria. In questo caso e sotto il punto di vista contabile, lo Stato entra in esercizio provvisorio. In base alle loro regole lo chiamano default perchè non sarebbero più in grado di rimborsare i titoli in scadenza fino a quando non c'è una nuova forma di bilancio che permetta allo Stato di tornare a operare regolarmente. In teoria si potrebbero licenziare decine di migliaia di dipendenti pubblici.
Dunque possiamo dire che il futuro economico degli Usa è a rischio?
"Sì, se non raggiungono l'accordo. Ma credo che alla fine lo raggiungeranno. A meno che i repubblicani non abbiano deciso di giocarsi la carta per mettere in difficoltà Obama. Loro sono convinti che il presidente abbia la strada spianata verso la rielezione. Questa considerazione è data anche dal fatto che fra i repubblicani non c'è ancora una figura forte e credibile che possa insidiarlo. A questo punto credo che non ci sia la voglia di drammatizzare la situazione fino a portarla alla paralisi".
Alessandro Grandi