12/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Appoggiare il boicottaggio degli insediamenti potrebbe comportare una multa salata

Lunedì 11 luglio 2011, la Knesset (parlamento israeliano) ha emanato una legge che permette ai coloni della Cisgiordania di pretendere un risarcimento da parte degli israeliani che boicottano gli insediamenti.

La legge non esige che il richiedente dimostri di aver subito un danno, ma solo che il boicottaggio avrebbe potuto ragionevolmente nuocergli. Chiunque sia dichiarato colpevole potrebbe incorrere in una multa fino a 50mila shekel (pari a 14,500 dollari Usa).

L'iniziativa, appoggiata dal primo ministro Netanyahu, è passata con 47 voti favorevoli e 38 contrari.

L'acceso dibattito che ha preceduto l'approvazione riflette la polarizzazione dell'opinione pubblica israeliana tra i favorevoli all'espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania e quanti ritengono che il ritiro di Israele sia necessario per arrivare a un accordo con i palestinesi.

L'Associazione dei Diritti Civili in Israele (Acri) ritiene che questa legge sia lesiva della libertà di espressione e il negoziatore palestinese Saeb Erekat ha dichiarato che questa decisione dimostra che "Israele non è realmente impegnato nella soluzione che prevede la coesistenza di due stati indipendenti".

Nella Cisgiordania risiedono 2.5 milioni di palestinesi e 300mila israeliani hanno dato vita ad almeno cento insediamenti, definiti illegali dalle Nazioni Unite.

Parole chiave: Israele, boicottaggio
Categoria: Politica
Luogo: Israele - Palestina