19/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Ora gli studenti chiedono riforme struttrali. Il governo di Piņera cerca con un rimpasto di governo di recuperare la popolaritā persa a causa delle proteste dilaganti in tutto il Paese

Gli studenti cileni hanno accolto con favore le dimissioni del ministro dell'Istruzione, Joaquín Lavín, considerandole come un risultato delle proteste che stanno portando avanti da mesi chiedendo un forte cambiamento nel settore dell'istruzione. Ieri, lunedì 18 luglio, il presidente cileno Sebastián Piñera ha operato un rimpasto di governo che ha coinvolto otto ministri del suo Gabinetto. Al posto di Lavìn, dirottato alla Pianificazione, è subentrato Felipe Bulnes, fino a ieri ministro della Giustizia. Le proteste che da un mese infiammano il Paese stanno seriamente minando la popolarità del governo di Piñera, al potere dal 2010, per il quale si registra un calo di 31 punti percentuali.


Il presidente dell'Assemblea degli studenti delle scuole superiori (Aces), Laura Ortiz, ha espresso profonda soddisfazione per il risultato raggiunto dal movimento. Ma la misura intrapresa dal governo non deve distogliere dall'obiettivo reale di rinnovamento del sistema, sottolinea la portavoce della Federazione Metropolitana degli Studenti delle scuole superiori (Femes), Paloma Muñoz: "Il ministro costituiva un grosso ostacolo, ma il problema è strutturale. Per questo vogliamo che si cambi nuovamente ministro senza che sia trovata una reale soluzione ai nostri problemi". Gli studenti fanno sapere di essere disposti a sedersi ad un tavolo di lavoro nazionale che coinvolga tutte le parti in gioco. Grande errore dell'ex ministro Lavìn fu, a detta di Muñoz, proprio l'aver gestito la questione in modo poco trasparente.


Soddisfatti solo in parte anche gli studenti universitari. Il presidente della Federazione degli Studenti dell'Università Cattolica, Giorgio Jackson, ha dichiarato che "il movimento sociale ha forzato un cambio politico", ma che l'obiettivo degli studenti non era solo il cambio di ministro, bensì lo sviluppo di una nuova politica nazionale che ponga la scuola pubblica al centro del sistema sociale. "Vedremo nei prossimi giorni come il nuovo assetto politico accoglierà le nostre richieste".


Da tempo gli studenti delle superiori occupano centinaia di istituti in tutto il Paese, chiedendo che le scuole tornino ad essere amministrate dallo Stato, come succedeva in passato, e non più a livello locale, come avviene ormai dal 1981. Inoltre, viene richiesta a gran voce la ricostruzione degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto del febbraio 2010.

Parole chiave: Cile, studenti, proteste, Pinera
Categoria: Politica
Luogo: Cile